Giovedì, 15 Novembre 2018
CALCIO

Mondiali, battuto il Belgio 1-0: Francia prima finalista

Sotto gli occhi di Emmanuel Macron, presidente 40enne, e di Yannel, 12enne studente della banlieu parigina e suo 'amico', la giovane Francia rinnova la vecchia grandeur e vola in finale ai Mondiali di Russia 2018.
Contro i cugini terribili del Belgio, basta un gol di Samuel Umtiti per raggiungere la terza finale della storia dei Bleus, dopo quella vinta in casa nel '98 contro il Brasile e quella persa a Berlino nel 2006 contro l'Italia di Lippi.
Nel colpo di testa vincente, al 6' della ripresa da calcio d'angolo, del ventiquattrenne difensore camerunense naturalizzato francese c'è racchiusa tutta la nuova Francia: arricchita dagli 'stranieri' sgraditi a Maradona, che ha parlato di tratta di giocatori dall'Africa, ma entusiasmano i tifosi di tutta la Francia; e soprattutto giovanissima.

Con l'Inghilterra, che domani si giocheraà contro la Croazia l'altro pass per la finale di domenica a Mosca, la nazionale di Deschamps è infatti quella con l'età media più bassa, appena pochi giorni più di 26 anni. Il ct dei Bleus, in campo nella finale '98, ha saputo assemblarli con qualche veterano, rigenerando campioni smarriti come Pogba e sfruttando appieno la forza esplosiva del diciannovenne Kylian Mbappè, anche stasera autore di un paio di grandi giocate. Su tutte, un tacco a liberare in area Giroud, poi parato.
Risultato, la nazionale melting pot di Deschamps è stata più squadra di quella multietnica di Martinez, e il Belgio ancora una volta ha dovuto fare la figura del cugino povero. Come nell'86, la sua corsa si è fermata alle semifinali, anche se per lunghi tratti ha messo paura alla Francia, spesso salvata dalle parate di LLoris; il precedente farà piacere ai francesi, visto che quella volta il ko del Belgio fu ad opera dell'Argentina, poi campione. Insomma, stasera c'è un solo francese su 65 milioni incapace di far festa, quel Thierry Henry passato al nemico, come vice ct del Belgio.

In tribuna a San Pietroburgo Infantino fa da padrone di casa con Macron da un lato e dall'altro Filippo re dei Belgi e la regina Matilda. Anche in campo è parterre de roi. Il Belgio schiera lo stesso 3-5-2, a fornir palloni a Lukaku devono essere i piedi buoni di Hazard e De Bruyne. Per la Francia di Deschamps scende in campo il 4-2-3-1, Giroud si riguadagna la fiducia dietro a Griezmann. La partita inizia subito vivace, con entrambe le squadre che creano occasioni, rendendosi spesso pericolose. Assoluta star della Francia è come sempre il velocissimo Mbappè che dà inizio alle danze, perforando la difesa dei Diavoli dai primi secondi di gioco. Ma anche il Belgio mostra una personalità esplosiva: pericolosissimo Hazard che in più di un'occasione si fa beffe della difesa francese con il suo dribbling mozzafiato, ma non riuscendo mai ad arrivare a una conclusione. Bravissimi i portieri: particolarmente spettacolare il tuffo del francese Lloris che respinge il tiro di Alderweireld da centroarea al 21'. Ugualmente impressionante la parata di piede di Courtois al 38', che devia una cannonata di Pavard. Le due squadre alla fine del primo tempo sembrano equivalersi ma la partita è tutt'altro che noiosa.
Nel secondo tempo i belgi partono all'offensiva ma le loro rapide incursioni vengono respinte da una difesa francese ben preparata. Ed è al 51' che arriva il gol dei Blues con Umtiti che, sugli sviluppi di un calcio d'angolo, anticipa Fellaini e la butta in rete di testa. I belgi non perdono la grinta e continuano nel forcing, cercando il pareggio, ma mancano della lucidità necessaria per finalizzare. Martinez prova allora a passare a un offensivo 3-4-3 con Carrasco a sostituire Fellaini.
Ma a parte sporadiche occasioni, i Diavoli riescono a trovare spazi. La Francia controlla la situazione senza troppo fatica, sfiora il raddoppio con un paio di ripartenze, Giroud non chiude da dentro l'area l'assist sopraffino di Mbappe' e in pieno recupero è Tolisso, entrato per Matuidi, a sprecare il raddoppio. Non c'è più tempo per niente, se non per l'esultanza-show di Macron che dalla tribuna saluta la sua Francia a pollici in alto.

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