Lunedì, 16 Luglio 2018
LA KERMESSE

Pd, Faraone: "Il 5 e 6 ottobre a Palermo la Leopolda siciliana"

Sicilia, Politica
Davide Faraone

"Mezzogiorno tutti i giorni" sarà il titolo della terza edizione della "Leopolda siciliana". Ad annunciarlo su Facebook, Davide Faraone, senatore del Pd ed ideatore della kermesse che da tre anni anticipa la Leolpolda di Firenze.

Si terrà a Palermo il 5 e 6 ottobre al teatro Santa Cecilia con i riflettori puntati sul Sud. "Mi sono vergognato tanto - scrive Faraone - per la presenza di governatori di regioni meridionali a Pontida. Un raduno che quest'anno, come ha detto il senatore Umberto Bossi, ha visto la presenza degli 'Africa', di quelli che hanno 'interesse solo ad essere mantenuti'. Baciare l'ampolla nel luogo che per anni è stato il raduno dei popoli padani, salire sullo stesso palco di esponenti politici che hanno sbraitato contro terronia e i meridionali nullafacenti, salvo poi acconciarsi a rappresentanti dell'intero popolo italiano per interessi elettorali, non è stato un bel segnale. Chi ha svenduto i propri principi, ha piegato la rappresentanza di tanti cittadini umiliati e insultati, al potente di turno, merita un atto di ribellione, un moto d'orgoglio. Questo sarà la nostra ' Leopolda'''.

E aggiunge: ''Sarà poi un luogo pieno di tante storie diverse, di culture politiche diverse. Che guardano agli Stati Uniti d'Europa, che stanno dalla parte dei diritti, delle cose giuste, delle cose buone. Perché se è sbagliato che un detenuto gravemente malato stia in galera, allora è solamente e sonoramente sbagliato che stia ancora tra le sbarre. Perché se il Jobs Act ha consentito risultati storici in termini di sviluppo ed occupazione, è giusto che si continui su quella strada ed è sbagliato tornare indietro. Perché la solidarietà è solidarietà e non buonismo, i viaggi della speranza non sono crociere e le Ong non sono taxi del mare, i fondi per la non autosufficienza sono un diritto e non una carità, la giustizia è garantismo e non giustizialismo, il lavoro è dignità e la dignità non vale un assegno di mantenimento. Perché la centralità va data alle nuove generazioni, a chi garantito non è e una pensione non l'avrà mai".

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