Venerdì, 20 Luglio 2018

La Notte bianca del cibo italiano

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(ANSA) - RIMINI, 9 LUG - Da Rimini a Piacenza, passando per Bologna e naturalmente Forlimpopoli. Parte dall'Emilia-Romagna il gran tour della Notte Bianca del Cibo italiano che il Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo in accordo con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali hanno proclamato per il 4 agosto nell' Anno del Cibo Italiano, al fine di valorizzare il patrimonio enogastronomico nazionale, dedicandola a Pellegrino Artusi (Forlimpopoli 1820/Firenze 1911), nel giorno della sua nascita.
    Pellegrino Artusi con il suo ricettario, 'La Scienza in cucina e l'arte di mangiar bene', tradotto in tante lingue del mondo, realizza e aggrega una cucina nazionale che raccoglie e sintetizza le tante tradizioni locali, ricomposte in un mosaico che non appiattisce ma esalta le diversità.
    "Siamo la Regione che detiene il record italiano ed europeo dei prodotti di eccellenza - sottolinea Simona Caselli, assessore all'Agricoltura della regione Emilia-Romagna - sono ben 44 tra Dop ed Igp, oltre a 393 specialità iscritte nell'elenco dei Pat (Prodotti agroalimentari tradizionali) dalle paste fresche alla biscotteria artigianale, per finire con i formaggi e le carni. Il fatturato 2016 delle imprese emiliano-romagnole del circuito Dop-Igp è stato stimato in oltre 2,7 miliardi di euro e l'agroalimentare di qualità è quindi il nostro biglietto da visita sui mercati internazionali. Insieme ad un ambasciatore della cucina italiana come Massimo Bottura, miglior chef al mondo, Casa Artusi, punto di riferimento internazionale per la cucina emiliano-romagnola e Parma città Unesco della Gastronomia.
    Stiamo accelerando sul versante della promozione e dell'internazionalizzazione delle imprese e siamo impegnati in vari progetti all'estero, con particolare attenzione sui mercati emergenti. L'export agroalimentare regionale ha superato l'anno scorso quota 6,2 miliardi (+5%), consolidando un trend di crescita che prosegue da parecchio tempo. Nell'anno che celebra il cibo italiano all'estero vogliamo fare ancora meglio, puntando in particolare sui mercati del sud-est asiatico, Cina e Giappone in testa, sul Canada, teatro della Settimana della cucina italiana nel mondo 2018, e sugli Usa, che è il principale mercato di sbocco del made in Italy. Lo sforzo che stiamo facendo è quello di fare sistema con il mondo delle imprese, dei consorzi e delle associazioni, come abbiamo fatto in occasione delle ultime due edizioni della Settimana della Cucina italiana nel mondo negli Stati Uniti (2016) e in Cina, nel novembre 2017".
    "Il cibo è cultura e tradizione, legame col territorio e traino di promozione turistica - commenta Andrea Corsini titolare dell'Assessorato al Turismo dell'Emilia-Romagna - non a caso la nostra Food Valley è indicata tra le motivazioni che hanno spinto la prestigiosa guida Lonely Planet a incoronare l'Emilia-Romagna come prima meta Europea nel Best in Europe 2018 davanti a nazioni come Spagna e Olanda. Un segno ulteriore dell'attrattività delle nostre eccellenze enogastronomiche che sono ormai ampiamente conosciute e riconosciute fuori dai confini regionali e nazionali. E lo dimostrano i dati dei flussi turistici sempre in crescita che a, fine 2017, hanno premiato le città e i territori della nostra regione con cifre record: presenze che hanno sfiorato i 57 milioni - 3,4 milioni in più rispetto al 2016 - e arrivi oltre i 12 milioni, con un aumento considerevole sia della clientela nazionale (+6,9% gli arrivi e +5,6% le presenze) che di quella internazionale (+7,6 gli arrivi e +8,9 le presenze). (ANSA).
   

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