Mercoledì, 26 Settembre 2018

L'Italia e le stelle, una storia in 10 immagini

Si deve all'astronomo Angelo Secchi e alle sue foto pionieristiche di un'eclissi di Sole, scattate nel 1860 dalla Spagna, se le eruzioni solari fino allora considerate con scetticismo dalla comunità scientifica, sono diventate una realtà: è solo il risultato più significativo ottenuto dal pioniere dell'astrofisica in Italia, del quale si celebrano i 200 anni dalla nascita.

Di seguito  la foto dell'eclissi, una delle prime al mondo, scatta da Secchi durante la spedizione scientifica in Spagna. Questo scatto storico, spiega l'astronoma Ileana Chinnici, dell'Istitutto Nazionale di Astrofisica (Inaf) “servì a capire che le protuberanze solari, sulla cui esistenza c’era ancora scetticismo, sono invece fenomeni reali”.

 

 Angelo Secchi non è stato solo un brillante scienziato, ma molto di più: una figura modernissima, malgrado sia vissuto nell’800, a cavallo dell’unità d’Italia. Convinto che la scienza dovesse essere al servizio del bene comune, è stato l’ideatore del primo servizio di allerta meteo nazionale. “Fu il primo a creare una rete telegrafica di allerta per le burrasche”, ha detto l’astronoma Ileana Chinnici, dell'Inaf, autrice di una biografia di Secchi.

Di seguito la foto della prima stazione automatica per il rilevamento dei dati meteorologici, da lui ideata, con la quale nel 1867 vinse il Gran Premio all’Esposizione Universale di Parigi, dove gli venne conferita la Legion d?onore. Oggi è conservata all’Osservatorio di Roma dell'Inaf.

Secchi è stato anche un divulgatore di successo: pensava che la scienza dovesse essere alla portata di tutti e sostenne l’importanza dell’istruzione scientifica anche per le classi sociali più sfavorite. Numerosi gli articoli che ha pubblicato sulle riviste di scienza popolare del suo tempo.

“Secchi era un personaggio molto popolare ai suoi tempi per il grande richiamo delle sue conferenze, che teneva con regolarità e che erano sempre molto affollate”, ha detto Chinnici. Era, inoltre, convinto che la scienza dovesse aprirsi a tutti. Incoraggiò, ad esempio, le persone a creare piccoli osservatori meteorologici. In questo fu un antesignano della ‘citizen-science’, l’insieme di attività collegate alla ricerca a cui partecipano semplici cittadini.

Ne sono un esempio le misure di geodesia eseguite a Roma, lungo l'Appia antica, in corrispondenza della tomba di Cecilia Metella

 

Nato a Reggio Emilia nel 1818, Angelo Secchi è stato direttore dell’Osservatorio del Collegio Romano dal 1850 al 1878 e lì aveva fatto installare un telescopio

Nel 1852 aveva fatto che trasferìre il telescopio sul tetto della chiesa romana di S. Ignazio, in via del Corso

Le sue numerosi osservazioni astronomiche sono documentate nei tanti diari che ha lasciato

Secchi è stato tra i primi a utilizzare la fotografia e la spettroscopia in campo astronomico

Secchi è stato anche fra i primi a studiare le macchie solari, che amava riprodurre in alcuni disegni sui suoi diari 

 

 

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