Lunedì, 24 Settembre 2018

Pronti i baffi elettronici, hanno il senso del tatto

Scienza e Tecnica
Il materiale che diventa flessibile con il calore dal quale sono stati ottenuti i baffi elettronici (fonte: University of Texas at Dallas)
© ANSA

Possono sentire forza, pressione, vicinanza, temperatura, durezza, e aiutano a 'capire' l'ambiente circostante proprio come fanno i baffi animali: sono i baffi elettronici o e-baffi. Descritti sulla rivista Advanced materials dal gruppo dell'università del Texas di Dallas guidato da Jonathan Reeder, i baffi elettronici segnano un ulteriore passo in avanti verso la realizzazione della e-pelle capace di percepire il tatto.

I baffi degli animali sono recettori tattili che inviano al cervello informazioni vitali sull'ambiente circostante. "Per esempio la foca, quando nuota, con i baffi percepisce il flusso dell'acqua", spiega Reeder. Nei test fatti su foche bendate, si è visto che sono capaci di trovare il pesce che nuota in una piscina e seguirlo sulla base delle 'turbolenze' prodotte dal pesce sull'acqua, che a sua volta le trasmette ai baffi, dando all'animale informazioni su dove si trovi la preda. E' la struttura tridimensionale a dare ai baffi queste capacità.

Per realizzare gli e-baffi, i ricercatori li hanno ritagliati su un foglio di polimero che diventa flessibile con il calore, ottenendo filamenti sottilissimi e mettendo in cima ad ognuno di essi un sensore flessibile agli sforzi. E' stato sufficienti soffiare dell'aria calda sul materiale perchè questo si ammorbidisse facendo sollevare i baffi e assumendo una struttura 3D. "Abbiamo creato dei baffi capaci di rilevare forza, pressione, vicinanza, temperatura, che imitano le capacità di senso della pelle umana", aggiunge Walter Voit, uno degli autori della ricerca.

Un'invenzione che potrebbe trovare applicazione nella robotica e nelle protesi. Nei robot potrebbero replicare le funzioni della pelle umana, determinando se una cosa è dura o morbida, calda o fredda, liscia o ruvida, facendolo interagire con gli oggetti in modo sicuro. Integrarli in una protesi è più difficile, ma non impossibile, perchè significa tradurre i segnali elettronici generati dal sensore nel linguaggio del sistema nervoso.

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