Giovedì, 16 Agosto 2018

Compie 10 anni l'esploratore del lato violento dell'universo

Scienza e Tecnica
Rappresentazione artistica del satellite Fermi (fonte: NASA/Goddard Space Flight Center)
© ANSA

Buon compleanno al satellite Fermi, vero e proprio esploratore del lato più violento dell'universo: da dieci anni continua a catturare i lampi gamma frutto delle esplosioni più energetiche osservate nell'universo. Il satellite della Nasa continua a osservarle grazie al suo speciale 'occhio' nato in Italia, grazie ai contributi di Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).

Dedicato a Enrico Fermi, che nel 1949 suggerì che i raggi cosmici potevano essere sospinti dalle onde d'urto delle supernovae, il telescopio ha meritato riconoscimenti internazionali: dalla conferma della teoria di Albert Einstein secondo cui lo spazio-tempo è fluido e continuo, alla rilevazione del lampo gamma generato il 17 agosto 2017 da una potente esplosione che aveva generato delle onde gravitazionali.

Con lo strumento italiano Lat (Large Area Telescope) ha osservato oltre 5.000 sorgenti di raggi gamma, tra cui un evento chiamato GRB 130427A, il più potente lampo di raggi gamma mai visto. Il Lat ha inoltre ottenuto una mappa nella quale compaiono due imponenti strutture che si estendono sopra e sotto il piano della Via Lattea: sono due "bolle" che coprono 50.000 anni luce e che probabilmente sono state prodotte solo pochi milioni di anni fa dal buco nero supermassiccio che si trova al centro della galassia. Lat ha inoltre contributo alla scoperta delle pulsar, stelle di neutroni in rapida rotazione, e finora ne ha individuate oltre 240.

Fermi conta inoltre sullo strumento Gbm (Gamma-ray Burst Monitor), in grado di osservare l'intero cielo in qualsiasi istante. L'osservazione più celebre, nel 2017, è stata la collisione delle stelle di neutroni che aveva generato l'onda gravitazionale catturata dai rivelatori Ligo e Virgo. Il Gbm ha anche individuato oltre 5.000 lampi di raggi gamma terrestri nell'atmosfera terrestre associati a temporali, durante i quali gli scienziati hanno riscontrato che tali flash possono produrre antimateria.

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