Lunedì, 23 Luglio 2018
DOPO LA PAURA

La Borsa brinda col Governo, spread in calo verso i 200 punti

Il nuovo Governo ha riportato Piazza Affari sopra ai livelli di inizio anno. Un messaggio chiaro, quello del mercato, a favore della stabilità politica, dopo 3 giorni di passione dettati dal rischio di avere un esecutivo tecnico e di tornare presto al voto. E, anche se per gli analisti la tensione non è ancora finita, il neo ministro dell’Economia Giovanni Tria ha gettato acqua sul fuoco e, dopo la chiusura di borsa e spread, ha mandato messaggi tranquillizzanti: «Nessuna forza politica vuole l’Italia fuori dall’Euro», ha detto conversando con i giornalisti durante il ricevimento al Quirinale per la Festa della Repubblica.

Con il Governo che ha giurato, Piazza Affari ha guadagnato in chiusura l’1,49% a 22.109 punti, ma in giornata è riuscita a salire anche fino a +2,6%, in compagnia della Borsa di Madrid (+1,76% in chiusura), che ha festeggiato il cambio di governo in Spagna, con la sfiducia a Mariano Rajoy, l’uomo della rottura con la Catalogna, ed il passaggio delle consegne a Pedro Sanchez, che intende invece riaprire il dialogo con Barcellona. In calo lo spread tra Btp e Bund tedeschi, sceso fino a 218 punti base, per poi chiudere a 229,98 punti, 100 in meno rispetto alla chiusura di martedì scorso, mentre il divario dei titoli a due anni si è ridotto a 159,7 punti.

Un dato che ha spinto i titoli bancari, a partire da Banco-Bpm (+8,45%), favorita anche dalla cessione di Npl per 5,1 miliardi. Bene anche Bper (+7,87%), Ubi Banca (+5,7%), Unicredit (+3,93%) e Intesa (+3,3%) a differenza di Mps (-0,37%). E' andata male invece a Fca (-4,53%), proprio nel giorno della presentazione del piano industriale al 2022 e questo ha impedito a Milano di proseguire con lo slancio iniziale fino alla chiusura. Partito bene, il titolo ha invertito la rotta proprio mentre giuravano i nuovi ministri dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte.

Nonostante la Borsa e lo spread gli analisti non vedono ancora rosa, a partire dall’economista Carlo Cottarelli, reduce da un incarico per la formazione di un governo tecnico interrotto in extremis con la riapertura dei giochi tra Lega, M5Stelle e presidenza della Repubblica. «Io spero che lo spread scenda - ha detto al Festival dell’Economia di Trento - e mi aspetterei che scendesse».

«Il problema - ha aggiunto - non è cosa accade adesso, ma che cosa accadrà in uno, due anni o quando c'è uno shock». Più breve l’orizzonte degli analisti di Equita, che indicano «diversi elementi cruciali non toccati, in particolare su come finanziare le iniziative di spesa ampiamente presenti nel documento di governo, che possano creare tensioni nella maggioranza». Per questo, a loro avviso, la situazione politica «non è ancora stabilizzata» e quindi «nonostante la formazione del governo - scrivono - ci aspettiamo che il mese di giugno evidenzi alti livelli di volatilità a causa di incertezza politica e ancora tensione sugli spread che attendiamo non si normalizzino nel breve».

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