Domenica, 24 Giugno 2018

Intervista con il robot, dal Festival dell'Economia

"Buon pomeriggio a tutti! Io sono iCub, il robot umanoide dalle sembianze di un bambino": esordisce al Festival dell'Economia di Trento così il robot più celebre progettato dall'Istituto Italiano di Tecnologia (Iiit) di Genova. Comodamente seduto in una poltrona rossa, sfoggiando la sua nuova 'pelle' verde e nera, iCub racconta al pubblico il suo presente: "proprio come voi imparo dalle esperienze. Riconosco gli oggetti e li so afferrare, riesco a parlare, so mantenere l’equilibrio, sto imparando a camminare e sono dotato di una pelle sensibile che mi permette di sentire se vengo toccato o spinto".

 

iCub arla inoltre volentieri del suo futuro: "tra qualche anno vi affiancherò per aiutarvi nei lavori domestici o in altre attività delicate per cui avrete bisogno di supporto come per esempio l'assistenza degli anziani e i disabili". Dopodichè passa la parola a quello che definisce il suo "capo", il direttore scientitfico dell'Iit Roberto Cingolani.

   Il tema è ancora quello del rapporto fra robotica e lavoro, ossia di come l'automazione e la tecnologia più in generale stiano attraversando un processo di grande sviluppo e come diventeranno strumenti fondamentali per chi svolge mansioni usuranti e ripetitive. Se in un primo momento il bilancio tra perdita e guadagno di lavoro sarà sbilanciato verso la perdita, è altrettanto vero che le nuove tecnologie daranno vita a nuovi tipi di lavoro che oggi non si possono prevedere, soprattutto dedicati a progettare e supervisionare i nuovi strumenti di lavoro.

Cingolani ipotizza che il primissimo impiego della tecnologia interesserà soprattutto i singoli componenti dei robot nell'ambito medicale, come protesi di arti superiori e inferiori, mentre per quanto riguarda i robot umanoidi completi come iCub la diffusione sul mercato, sempre secondo Cingolani, riguarderà in particolare i robot assistivi, che forniranno supporto agli esseri umani nella vendita, nelle banche o nelle reception degli alberghi. 

© Riproduzione riservata

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