Lunedì, 20 Agosto 2018
LEGA

Governo, Salvini: "Se Berlusconi vota Cottarelli, addio alleanza"

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Matteo Salvini

«Se Berlusconi vota il governo Cottarelli addio alleanza: la nota di ieri era la stessa di Renzi, del Pd», afferma Matteo Salvini, segretario della Lega, a Radio Capital, all'indomani della rinuncia di Conte alla premiership e la convocazione di Cottarelli al Quirinale da parte di Mattarella, episodi che hanno segnato di fatto il tramonto dell'ipotesi di un governo M5s-Lega, dopo il nodo Savona al ministero dell'Economia.

«Porteremo in Parlamento, assieme a M5s, una legge elettorale grazie al quale chi prende un voto in più va al governo - aggiunge -. Me lo chiedono tutti. Ora vediamo se anche il Parlamento è a sovranità limitata o no».

«Vogliamo domani una data per le elezioni, altrimenti veramente andiamo a Roma. Dopo anni hanno gettato la maschera», ha detto ieri sera Salvini in una diretta Fb, pubblicata sul suo profilo. «Stavolta ci hanno fermato, ma non lo faranno la prossima volta», dice ancora il leader della Lega.

«Ma come? Cottarelli? Mattarella dà l'incarico a un uomo dei poteri forti, un signore del Fmi, proprio quel sistema dell’ordine economico mondiale che ci ha portato al disastro di oggi? E non andava bene Savona».

«Qualcuno ha deciso che la democrazia in Italia è sospesa - prosegue Salvini su Fb -, che il voto degli italiani non conta. I poteri forti hanno vinto una battaglia, noi vinceremo la guerra: Noi popolo, loro poteri forti, elite».

«Impeachment? Non entro nel merito di questi cavilli - aggiunge -. Ci penso da domani (oggi, ndr). Ma Mattarella non mi rappresenta: ha rappresentato gli interessi di altri paesi, non degli italiani. Siamo una colonia tedesca o francese, siamo un paese occupato finanziariamente dai burocrati di Bruxelles».

«Non capisco le dichiarazioni di Berlusconi: invece di dire mezza parola a difesa di un suo alleato - accusa il leader della Lega -, dice sostanzialmente viva Mattarella, viva la Merkel. Ora non voglio fare scelte affrettate, ma parliamo domani (oggi, ndr)».

«Siamo in democrazia, siamo un Paese libero? A qualcuno di voi hanno chiesto un parere su un ministro lussemburghese?».

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