Lunedì, 10 Dicembre 2018
NUOVO GOVERNO

Lega e M5s nel pomeriggio al Quirinale: Conte premier, ecco i possibili ministri

M5s e Lega nel pomeriggio torneranno al Colle con un nome. Quello del giurista Giuseppe Conte, che salvo sorprese, verrà indicato a Sergio Mattarella come premier. Dopo oltre 70 giorni di trattativa ieri è stata raggiunta l'intesa tra Salvini e Di Maio, dopo una serie di faccia a faccia.

Mattarella ha convocato M5s alle 17.30. Al Colle saliranno Danilo Toninelli e Giulia Grillo, rispettivamente presidente del Gruppo Parlamentare "MoVimento 5 Stelle" del Senato e della Camera, accompagnati da Luigi Di Maio. Alle 18 sarà la volta della Lega con Gian Marco Centinaio e Giancarlo Giorgetti, rispettivamente presidente del Gruppo Parlamentare "Lega - Salvini Premier" del Senato e della Camera, accompagnati da Matteo Salvini.

Il nome su cui si sarebbe raggiunto l'accordo è arrivato al termine di un'ennesima giornata di contatti telefonici e culminata con un vertice tra i due leader che alla fine avrebbero trovato una intesa su Conte, tecnico di area M5s che di Di Maio voleva già nel suo governo. E un accordo di massima sarebbe stato raggiunto anche sulla squadra dell'esecutivo.

Anche se proprio sulla squadra l'occhio vigile del Colle, si racconta in ambienti politici, avrebbe rilevato alcune incongruenze da verificare e risolvere. L'occhio del Quirinale avrebbe puntato l'attenzione, si racconta in ambienti parlamentari, su alcuni ministeri di peso come Economia, Esteri e Difesa. E prova che l'intesa in realtà non sia del tutto blindata è lo stupore fatto trapelare da Lega e M5s di fronte alla notizia che il Capo dello Stato attende entrambi per il pomeriggio di domani al Colle.

Il totoministri vede Giampiero Massolo quasi sicuramente alla Farnesina, Laura Castelli in pole per la P.A., Giulia Grillo verso la Sanità. Per la Lega Nicola Molteni potrebbe guidare l'Agricoltura (per il quale circola anche il nome di Fontana), Gian Marco Centinaio è in pole per gli Affari Regionali o per il nuovo ministero del Turismo, Giulia Bongiorno è tra i favoriti per Riforme e Rapporti con il Parlamento (in merito al quale non si esclude la scelta di Riccardo Fraccaro). Il dicastero dei Trasporti dovrebbe andare alla Lega (tra i nomi si fa quello di Stefano Candiani) così come quello dell'Ambiente (in pole Lucia Borgonzoni). Sport e Beni Culturali andranno probabilmente al M5S: i nomi in pole sono quelli di Domenico Fioravanti e Emilio Carelli. Tra i tecnici favorito anche il rettore della Statale Gianluca Vago all'Istruzione mentre Vincenzo Spadafora, fedelissimo di Di Maio, è in pole per gli Affari Europei.

Insomma, la sensazione è che la partita sia quasi chiusa. Ma fino a quando non ci sarà l'ufficialità, sia Lega che Movimento Cinque Stelle mostreranno cautela. E non è un caso che sia Salvini che Luigi Di Maio si appellino indirettamente al Capo dello Stato a cui spetta l'ultima parola: "Speriamo che nessuno metta veti su una scelta che rappresenta la volontà della maggioranza degli italiani", mette in chiaro il segretario del Carroccio che ribadisce come il nome del premier soddisfi "sia la Lega che i pentastellati". Quanto al suo futuro nel governo il leader leghista non si sbilancia ma conferma la sua disponibilità e quella di Di Maio a far parte della squadra.

Alle parole di Salvini fa eco proprio il capo dei pentastellati che si dice pronto a far parte del governo ed annuncia la nascita di un super ministero frutto dell'unione tra Mise e Lavoro, che sarà guidato da un esponente del Movimento: "Abbiamo chiesto che il ministero dello sviluppo economico venga accorpato con il Lavoro per diventare un super dicastero per risolvere i problemi degli italiani. E che vada al Movimento 5Stelle insieme a tanti altri", spiega Di Maio che poi annuncia battaglia con l'Europa: "Prima di spread e dei parametri di Bruxelles - avvisa - vengono i cittadini italiani con i loro diritti essenziali. E se dovremo pretendere qualcosa in Europa non andremo col cappello in mano ma chiederemo i margini per poter spendere".

In attesa che il nome venga ufficializzato, però, tra gli altri partiti ed in particolare quelli del centrodestra sale la tensione. Sotto i riflettori finisce Fratelli d'Italia. Il segretario della Lega non ha fatto mistero di gradire un allargamento anche a Giorgia Meloni ma la leader di Fratelli d'Italia ha sempre condizionato il sì del suo partito alla scelta del premier ed in particolare ad un presidente del Consiglio di centrodestra. Sul piede di guerra invece Forza Italia. La decisione finale sarà presa in una riunione ad hoc che Berlusconi convocherà la prossima settimana (tra martedì e giovedì a seconda di quando il governo si presenta alle Camera).
Ma da Arcore la linea dell'ex capo del governo non cambia. Da parte del Cavaliere ci sarebbe profondo scetticismo per la scelta del capo dell'esecutivo e per il programma messo in campo: "Da parte nostra - fa sapere - non ci saranno sconti".

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