Giovedì, 16 Agosto 2018
L'INCHIESTA

Montante, Crocetta al contrattacco: "Mai presi fondi neri per la mia campagna elettorale"

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Rosario Crocetta

«Il video scabroso? Mi dipingono come una porno star, come se fossi Rocco Siffredi. Ma dov'è questo video? La verità è che non esiste, è una bufala come al solito per denigrare la mia omosessualità. E’ falso come falsa è stata la notizia dell’intercettazione in cui avrei sentito le frasi contro Lucia Borsellino».

Lo dice all’ANSA l’ex presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, indagato per finanziamento illecito dei partiti e concorso in associazione a delinquere finalizzato alla corruzione nell’ambito dell’inchiesta '"double face" della Procura di Caltanissetta che ha portato all’arresto dell’ex presidente di Sicindustria, Antonello Montante.  Di «video scabroso» si fa cenno nell’avviso di garanzia notificato ieri pomeriggio a Crocetta; a impedirne la diffusione, secondo l’accusa, fu Montante.

«Mai presi fondi neri per la mia campagna elettorale, in genere servono per comprare voti e io non ho mai pagato nessuno in vita mia. I contributi che ho ricevuto, roba da 5 mila euro, sono arrivati da imprese di Gela, tutto tracciabile e in regola con la legge. Se poi queste imprese aderivano a Confindustria non lo so, so invece che Sicindustria non mi ha dato un euro», continua Crocetta.  «Vengo messo in mezzo a una vicenda che non mi riguarda, la verità è che c'è stato uno scontro interno a Confindustria in Sicilia, ma sono fatti che attengono all’associazione non a me, in questo sono una vittima di questo scontro interno. E' vero, nel 2012 ho fatto l'accordo politico con Confindustria, con l’associazione che stava combattendo contro la mafia. Persino Claudio Fava dichiarò all’epoca che in Sicilia bisognava fare alleanze con Antonello Montante e Ivan Lo Bello impegnati nella lotta al racket delle estorsioni, battaglia sostenuta anche da ministri e magistrati. E io mi fermo lì, quello che è successo dopo non può essere utilizzato per gettare fango su scelte prese in un determinato periodo storico»

Crocetta smentisce anche dei presunti favori: «Non ho mai fatto favori ad Antonello Montante e a Giuseppe Catanzaro, anzi: fu il mio governo a bloccare l’operazione di vendita dell’Ast alla Jonica trasporti dove Montante era socio, fu pure condannato a pagare le spese legali. E fui io a fare chiudere per tre mesi la discarica di Siculiana di Catanzaro perché non si adeguava alle prescrizioni durante l’emergenza rifiuti, creandogli un danno per 10 milioni di euro».

Così l’ex governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, si difende dall’accusa di finanziamento illecito dei partiti e concorso in associazione a delinquere finalizzato alla corruzione nell’ambito dell’inchiesta 'double facè della Procura di Caltanissetta che ha portato all’arresto dell’ex presidente di Sicindustria, Antonello Montante. Nell’inchiesta è indagato Giuseppe Catanzaro, attuale presidente di Confindustria Sicilia.

Rispetto alla presunta influenza di Montante sulle scelte del suo governo, come gli viene contestato nell’avviso di garanzia, Crocetta dice: «Quando feci l’accordo politico con la Confindustria della legalità, Linda Vancheri (indagata nell’inchiesta), che lavorava nell’associazione di Caltanissetta da dove era partita la "svolta antiracket", entrò in giunta in quota industriali con la delega alle Attività produttive, mentre Mariella Lo Bello (indagata) come rappresentante della Cgil all’Ambiente. Quando Vancheri decise di andarsene, contro la mia volontà perché volevo che seguisse l’Expo sino alla fine, fui io a nominare Lo Bello alle Attività produttive e senza indicazione di Montante. E a nominare Mariagrazia Brandara (anche lei indagata) a capo dell’Irsap fu l’assessore Lo Bello perché guidava il dipartimento di competenza».

© Riproduzione riservata

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