Venerdì, 20 Luglio 2018
L'INCHIESTA

Montante, il gip: così voleva piazzare persone di sua fiducia in Parlamento

Antonello Montante, oltre ad indicare persone di sua fiducia per il governo regionale, avrebbe puntato in alto e "esternava espressamente la volontà di collocare in futuro dei propri rappresentanti del Parlamento nazionale". Lo scrive il gip nell'ordinanza di custodia cautelare relativa all'inchiesta sull'ex presidente di Confindustria Sicilia.

Montante è finito agli arresti domiciliari con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.

"Per il dopo ci vuole un deputato", "una di vuatri due ava ristari in Sicilia e n'atra si ni va a Roma", dice Montante in una intercettazione ambientale del 25 ottobre 2015 parlando con Mariella Lo Bello, assessore nel governo Crocetta, e con Mariagrazia Brandara, che prenderà il posto di Alfonso Cicero (poi diventato grande accusatore di Montante) alla guida dell'Irsap, l'istituto di gestione di tutte le aree industriali in Sicilia.

Secondo il gip si tratta di "un progetto politico che non avrebbe nulla di illegittimo, se non fosse che, non soltanto è rivolto alla cura dell'interesse 'particulare' di pochi soggetti, ma soprattutto, per perseguirlo, ci si muove all'interno di un 'sistema' di corruttela diffusa, che connota perciò di illiceità penale le condotte poste in essere per realizzarlo".

"Plurime fonti dichiarative hanno riferito, infatti - si legge nell'ordinanza - della consuetudine del Montante di finanziare le campagne elettorali di esponenti politici di diversi schieramenti per poter avere sempre un punto di riferimento in soggetti chiamati a rivestire incarichi di governo".

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Dall'ordinanza del gip di Caltanissetta emergono altri particolari su quanto Montante abbia influenzato la politica. Dopo avere spinto Linda Vancheri a dimettersi da assessore alle Attività produttive del governo Crocetta, si sarebbe attivato con Giorgio Squinzi per farla assumere in Confindustria (come poi avvenuto), raccomandando poi la donna di andare a ringraziare l'allora presidente di viale dell'Astronomia, anche perché era una "cosa che stiamo facendo in punta di piedi per evitare casini".

Da una conversazione tra Montante e Vancheri, intercettata dagli investigatori, "è possibile evincere - si legge nell'ordinanza - come fosse stato proprio il primo l'artefice delle dimissioni della seconda dalla carica di assessore, tanto da avere personalmente accennato la questione al presidente della Regione Rosario Crocetta il quale però, a dire del Montante, aveva finto di non comprendere la situazione e si era mostrato 'preoccupato' nell'apprendere quanto lo stesso Montante gli aveva comunicato".

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"Sempre dal dialogo captato - prosege l'ordinanza - si evince come il Montante si fosse personalmente attivato con l'allora presidente di Confindustria nazionale Giorgio Squinzi affinché la Vancheri, una volta lasciato l'incarico di governo regionale, potesse trovare una collocazione proprio in Confindustria, facendole persino avere un bonus extra per le spese sanitarie". E Montante, scrive il giudice, diceva alla Vancheri che non appena firmato il contratto con Confindustria sarebbe dovuta andare da Squinzi a ringraziarlo".

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