Sabato, 26 Maggio 2018

La prima molecola che sa vincere il raffreddore

Scienza e Tecnica
Rappresentazione grafica della molecola IMP-1088 (in giallo) mentre blocca la proteina NMT (in blu), che il virus del raffreddore utilizza per invadere le cellule umane proteggendo il suo materiale genetico (in verde) (fonte: Imperial College London)
© ANSA

Per la prima volta è stata trovata una molecola capace di combattere il raffreddore, un'infezione contro la quale non esiste finora nessuna arma. I test, pubblicati sulla rivista Nature Chemistry, sono stati condotti su cellule umane e mostrano che la molecola impedisce al virus di invadere le cellule. "E' la prima tappa di un cammino ancora lungo", ha detto all'ANSA il biochimico Roberto Solari, che ha condotto la ricerca nell'Imperial College di Londra con il chimico Edward Tate.

"Attualmente non esistono trattamenti contro il virus del raffreddore e questa è la prima molecola capace di contrastarlo", ha detto ancora. "Dopo i test sulle cellule, la prossima tappa - ha proseguito - sarà la sperimentazione su modelli animali". Se il composto risulterà efficace sui topi, bisognerà dimostrare che è sicuro. "Quindi si potrà passare ai primi test sugli esseri umani, ma - ha rilevato il ricercatore - ci vorranno molti anni".

"Per i giovani e per chi è in buona salute, il raffreddore non è certamente gradevole, ma non c'è rischio di vita. E' invece diverso il caso di chi soffre di asma, enfisema, bronchiti o fibrosi cistica: in questi casi - ha osservato Solari - anche un banale raffreddore può provocare gravi conseguenze, che potrebbero portare anche al ricovero in ospedale".

La molecola, indicata con la sigla Imp-1088, funziona inoltre contro altri virus, 'parenti' di quello del raffreddore, come quello della poliomielite e dell'afta epizootica. Il virus del raffreddore è stato finora così difficile da combattere perché ha moltissime varianti e si evolve molto rapidamente: due caratteristiche che rendevano impossibile trovare una molecola capace di contrastarle tutte. La soluzione è arrivata scegliendo un nuovo bersaglio: non il virus del raffreddore, ma la proteina che lo aiuta a invadere le cellule.

La proteina, che si trova nelle stesse cellule umane, si chiama Nmt (N-miristoriltransferasi): è preziosa per il virus, che in tutte le sue numerose versioni la utilizza per costruire lo scudo (capside) che gli permette di proteggere il suo materiale genetico quando invade la cellula. Bloccare la proteina, come fa la nuova molecola, significa quindi bloccare il virus.

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