Giovedì, 24 Maggio 2018

Ricercatori italiani 'in vetrina' nella Silicon Valley

I mattoncini Lego sul tavolo delle riunioni, perché "impegnare le mani aiuta il cervello a ragionare". Accanto, un divano-letto bordato di peluche, "perché capita spesso di fare le ore piccole". Accatastate in un angolo le scatole vuote della pizza, ordinata la sera prima "per mangiare qui tutti assieme". E poi un grande open space con file di computer dove lavorare fianco a fianco, ipnotizzati dagli schermi fino a notte fonda. Si respira l'aria dei mitici garage della Silicon Valley, al NecstLab del Politecnico di Milano, dove 35 giovani 'cervelli' si preparano a vivere il loro sogno americano.

Con il biglietto di andata e ritorno per gli Stati Uniti in tasca, riempiono le valigie con i loro progetti migliori: processori per l'intelligenza artificiale, algoritmi per la medicina personalizzata, sistemi di controllo accelerati per protesi stampate in 3D, sistemi di sicurezza contro gli hacker e quant'altro servirà per conquistare a colpi di ingegno e creatività i colossi a stelle e strisce come Microsoft, Facebook, Amazon e Google. Decollo previsto per il 18 maggio: si comincia con una serie di conferenze tra San Josè, Vancouver e San Francisco e poi via alla sfida vera e propria, con un tour de force tra meeting e presentazioni in una ventina di aziende della Silicon Valley, per la nona edizione dell'iniziativa 'Necst Group Conference'.

L'obiettivo, come spiega il direttore del NecstLab (Novel, Emerging Computing System Technologies Laboratory) Marco Santambrogio, "è far crescere professionalmente e personalmente i giovani ricercatori". "Spesso hanno difficoltà nel rapportarsi con le aziende a causa di un'impostazione troppo accademica", aggiunge Sara Notargiacomo, responsabile del trasferimento tecnologico del laboratorio. "Quando abbiamo presentato i nostri progetti per la prima volta a San Francisco – ricorda Santambrogio - è stata un'esperienza devastante, ci hanno distrutto, ma in questo modo ci hanno fatto capire dove sbagliavamo".

Così è partito un intenso lavoro di preparazione, fatto di corsi di teatro e public speaking per aumentare la fiducia in se stessi, allenamenti sportivi e incontri con psicologi per migliorare la gestione dello stress e il rendimento intellettuale, grazie anche a Susanna Sancassani del Metid del Politecnico di Milano e ad Elonora Rano, direttrice della scuola Montessori Milano di via Milazzo. "I risultati sono migliorati anno dopo anno, tanto che il 35% dei partecipanti è rimasto in qualche modo legato ad una delle aziende dove si è presentato".

Quest'anno i giovani ingegneri e informatici "saranno accompagnati da Francesca Parviero, esperta in comunicazione, e dai preparatori sportivi Andrea Alberti e Melissa Andreellam con cui ci alleniamo tutto l'anno", racconta Santambrogio. "Durante i colloqui nelle aziende della Silicon Valley monitoreremo il battito cardiaco dei ricercatori e durante la permanenza in hotel registreremo i dati sulla qualità del sonno". L'esperienza diventerà così un vero e proprio esperimento, "per verificare se questo approccio olistico funziona e può essere esteso anche ad altri laboratori".

 

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