Sabato, 26 Maggio 2018

Nuova aggressione ad ambulanza, "Napoli è come Raqqa"

Ieri nel pieno centro di Napoli, in piazza Municipio, un uomo ha aggredito con calci e pungi il personale del servizio di emergenza del 118. Oggi, sempre a Napoli, un passante con un bastone di ferro ha rotto il vetro di un'ambulanza mentre stava trasportando un paziente in codice rosso. Aggressioni e raid che, denunciano gli operatori, si verificano ogni giorno, anche più volte al giorno.

Una "emergenza" che al presidente dell'Ordine dei medici di Napoli, Silvestro Scotti, fa dire che "qui è come a Raqqa", la città siriana distrutta dall'Isis dove si sono ripetuti diversi attacchi alle strutture sanitarie. Su Facebook, sulla pagina Nessuno tocchi Ippocrate, i post sulle aggressioni al personale medico e non si moltiplicano ora dopo ora; c'è anche una sorta di conteggio e ad oggi, nel 2018, le aggressione sono state già trenta. E non accade solo a Napoli, ma in tutta Italia. Pochi giorni fa, al pronto soccorso del 'SS. Annunziata' di Chieti due infermieri sono stati aggrediti mentre un mese fa al San Giovanni di Roma, un uomo non voleva lasciare la compagna da sola con i medici e ha puntato un coltello alla gola di una dottoressa del pronto soccorso. Ogni anno, nel Lazio, più di cento medici e operatori sanitari subiscono aggressioni.

In Puglia, qualche giorno fa, un altro caso preoccupante: un uomo, 43 anni, che due mesi prima aveva aggredito e provato a violentare una dottoressa durante una visita domiciliare, si è presentato alla porta della sede della Guardia medica di Taviano. Ha citofonato ma per fortuna il medico ha riconosciuto la voce ed ha immediatamente chiamato i vigilanti. Una vera e propria escalation, dunque, in ogni angolo del paese. A Napoli, la postazione 118 del Crispi stava trasportando un codice rosso in Pronto soccorso, il paziente era bordo, sirena e lampeggiante azionati. Senza alcun apparente motivo un passante, a Largo Antignano, ha scagliato un paletto di ferro contro il vetro laterale mandandolo in frantumi e mettendo a repentaglio l'incolumità di medico, infermiera e paziente, già di per se grave.

A restare ferita è stata l'infermiera che ha protetto il paziente e ha riportato trauma ed escoriazioni. Dura la condanna di tutti. "Per i medici e per chi in generale lavora per la salute dei cittadini, Napoli è come Raqqa", dice Scotti esprimendo "tutta la mia solidarietà alla collega coinvolta, ma anche all'infermiera e all'autista dell'ambulanza. Ormai la situazione è fuori controllo, le Istituzioni devono intervenire in maniera efficace e immediata". Condanna anche dal presidente della Croce rossa italiana Comitato di Napoli, Paolo Monorchio, che intende rivolgersi al prefetto di Napli perché "diventa difficile soccorrere ed aiutare le persone in queste condizioni". La Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo) ritiene che, "dopo averle provate tutte", solo un intervento del presidente Mattarella potrebbe portare a qualche risultato, mentre quella dei medici di famiglia (Fimmg) parla apertamente di "una violenza non contro i singoli medici o infermieri: è un'aggressione al sistema della Sanità".

   

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