Sabato, 26 Maggio 2018

L'intelligenza artificiale si orienta come i mammiferi

Scienza e Tecnica
Rappresentazione artistica dell'attivazione delle unità che regolano l'orientamento in un sistema di intelligenza artificiale (fonte: DeepMind)
© ANSA

Funziona il primo computer che si orienta nello spazio proprio come i mammiferi: in uno dei primi esperimenti di neuroscienze fatti con l'Intelligenza artificiale. E' stato messo a punto nell'azienda DeepMind di Google a Londra, la stessa dalla quale è nato il programma di intelligenza artificiale che ha battuto l'uomo al gioco della dama cinese, il Go. Il nuovo programma riproduce il cosiddetto Gps del cervello, ossia il comportamento delle cellule nervose che permettono ai mammiferi di orientarsi nello spazio, la cui scoperta è stata premiata nel 2014 con il Nobel per la Medicina. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, è guidato dall'italiano Andrea Banino. 

"Abbiamo provato ciò che si intuiva da tempo su queste cellule, ma che finora non era stato possibile dimostrare nei topi. Ci siamo riusciti grazie all'Intelligenza artificiale, è un modo nuovo di fare neuroscienze", ha detto Banino all'ANSA. Le cellule Gps, scoperte nel 2005 da John O'Keefe e May-Britt e Edvard Moser, premiati con il Nobel per la Medicina, "si illuminano mentre gli animali si muovono nello spazio, e sono legate alla capacità di tracciare la nostra posizione, anche quando non abbiamo punti di riferimento, per esempio al buio", continua Banino. Ma ora si è dimostrato che servono a qualcosa di più, cioè a navigare nello spazio. "Aiutano - prosegue - a muoversi da un punto A a un punto B, prendendo la via più breve, trovando scorciatoie, e calcolando la distanza alla destinazione con il segnale Gps". 

Il primo passo è stato addestrare il sistema di intelligenza artificiale a localizzarsi in uno spazio virtuale usando i segnali di velocità relativi al movimentoi. "Senza dare alcuna conoscenza previa al sistema, sono emerse spontaneamente delle unità Gps che - spiega il ricercatore - funzionavano in modo simile ai neuroni che si attivano quando gli animali cercano cibo".

Il passo successivo è stato sviluppare un sistema più complesso, per farlo muovere in ambienti di realtà virtuale, allenandolo ad apprendere attraverso prove ed errori. E il risultato è stato superiore a quello di un giocatore professionista, mostrando lo stesso tipo di flessibilità che hanno gli animali nel muoversi nello spazio.

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