Giovedì, 19 Luglio 2018
LA MANOVRA

La finanziaria approvata all'Ars, le reazione politiche

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"Marchette, manovre spot e un testo ingrassato dalle richieste di una inesistente maggioranza di Musumeci: in poche parole una manovra imbarazzante". Lo dice la capogruppo del M5S all'Ars Valentina Zafarana, che boccia senza appello la prima finanziaria targata Musumeci, varata ieri sera.

"È una manovra - prosegue - senza una vera linea politica, che non prevede investimenti per lo sviluppo e misure di ampio respiro per i giovani, che amplifica il divario tra chi è un 'amico' della maggioranza e chi no, perché in questo testo c'è chi beneficerà di contributi diretti, mentre la stragrande maggioranza dei siciliani viene lasciata indietro. Nulla di diverso dalle manovre di Crocetta. Aspettiamo al varco il governo: vedremo quante norme saranno impugnate e quante rimarranno in piedi".

Quella del Movimento 5 stelle è solo la prima delle reazioni politiche che arriva all'indomani del varo della Manovra. "Il Pd - dice il capogruppo Giuseppe Lupo - ha svolto il proprio ruolo di opposizione costruttiva  riuscendo ad ottenere l’approvazione di norme importanti per lo sviluppo e per il lavoro.  Abbiamo votato no alla finanziaria di una maggioranza divisa che ha dimostrato di essere senza idee e senza un progetto per la Sicillia".

Gli fa eco il compagno di partito, Nello Dipasquale: "E' stata una finanziaria tutta in salita per il governo, approvata grazie al senso di responsabilità dimostrato dal Pd di fronte ad una maggioranza friabile e inesistente".

“A decorrere da quest'anno - commenta Alessandro Aricò, capogruppo all'Ars di DiventeràBellissima - i Comuni siciliani che hanno superato la soglia del 65 per cento nella raccolta differenziata dei rifiuti si ripartiranno un fondo di 5 milioni di euro in premialità. Lo prevede un emendamento voluto dal governo regionale guidato da Nello Musumeci e approvato in Finanziaria”.

E Nicola D’Agostino, capogruppo di Sicilia Futura all’Assemblea regionale: "La legge di stabilità non ha il respiro lungo delle riforme che questo governo regionale aveva annunciato. Mancano le norme strategiche e di innovazione che possono rispondere alle esigenze dello sviluppo economico e dell’uso per investimenti dei fondi europei. Dispiace che nell’articolato siano entrate anche norme troppo legate all’orticello elettorale. Con una battuta potrei dire che persino la tanta disprezzata tabella H aveva quarti di nobiltà".

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