Sabato, 26 Maggio 2018
LA MANOVRA

Finanziaria all'Ars, sbloccate le assunzioni all'Arpa. Governo battuto due volte in aula

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PALERMO. Il governo al primo esame all’Ars. Le votazioni sulla Finanziaria erano appena iniziate e la maggioranza è andata sotto su una delle norme manifesto presentate dalla giunta, quella che avrebbe accorpato gli istituti Zootecnico e per l’Incremento ippico della Sicilia. Una norma su cui non erano mancati i distinguo anche nella maggioranza.

Tecnicamente la votazione è terminata con 33 a 33 ma in base al regolamento dell’Ars ciò fa sì che la norma venga respinta.

Il clima all’Ars è di ostruzionismo. Su ogni emendamento, e ce ne sono 1.300, si susseguono interventi fiume di deputati del Pd e grillini. Ma anche della maggioranza che cerca di aggiustare le norme messe a punto dalla giunta.

Poco fa il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, è sbottato: “Di questo passo la Finanziaria la approveremo a giugno. A questo punto bisogna contingentare gli interventi”.

Miccichè ha anche rivolto una battuta a grillini e Pd, che stanno costruendo un'opposizione molto forte: “Si vede che state facendo l’accordo a Roma, qui ora siete d’accordo su tutto”.

Inoltre è montata una polemica perché il leader grillini Giancarlo Cancelleri ha dichiarato in aula che, fatta una verifica, risulta fra i voti ottenuti dalla maggioranza un deputato in più dei presenti in aula. Cancelleri ha adombrato il sospetto che qualche deputato possa avere utilizzato il tesserino di un collega assente. Il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, ha promesso una verifica.

Dopo quasi due ore di dibattito è stato approvato l’articolo che toglie il blocco delle assunzioni alla Regione, anche se solo a vantaggio dell’Arpa. L’Agenzia per l’Ambiente potrà bandire un concorso per selezionare un numero imprecisato di nuove figure professionali che dovranno prima essere individuate dalla nuova pianta organica. E’ un piano contro cui ha votato il Pd.

Nello stesso articolo è previsto lo stanziamento a favore dei forestali. Sulla carta la norma prevede circa 260 milioni, poco meno di quanto stanziato nel 2017. “Ma la reale copertura – ha sostenuto in aula Antonello Cracolici, ex assessore al ramo – è molto inferiore. Mancherebbero da 20 a 40 milioni perché il governo dichiara di voler far ricorso al Piano di sviluppo e coesione senza aver ancora scritto uno straccio di progetto col quale chiedere l’autorizzazione per questa spesa”. L’articolo appena approvato stanzia anche 6,8 milioni per il contratto integrativo dei forestali. E’ la norma più pesante fra quelle votate fino a ora.

"Sarà la commissione attività produttive ad occuparsi del disegno di legge sull’accorpamento tra istituto zootecnico e incremento ippico che il Partito Democratico sta preparando - Lo dicono Michele Catanzaro e Giovanni Cafeo, rispettivamente vice presidente e segretario della Commissione -. Il settore della zootecnica ha bisogno di una norma specifica che deve nascere da un esame approfondito  del parlamento".

"Non è pensabile – continuano i parlamentari Pd – che l’Ars  deleghi la propria potestà legislativa, men che meno in settori vitali per la nostra economia. Avevamo già sottolineato in commissione che l’unica via percorribile per la creazione di un nuovo ente poteva essere quella di un testo di legge. Sarà il testo, alla cui stesura sta lavorando il PD – concludono – a stabilire la governance, le funzioni e il destino del personale del nuovo Ente che risponderà alle legittime aspettative di un settore che da troppo tempo chiede un intervento risolutivo".

Il governo poi è andato di nuovo sotto all’Ars. Questa volta su un articolo caro all’assesosre ai Trasporti, Marco Falcone. La norma prevedeva l’introduzione di un biglietto unico integrato bus-treno per gli abitanti di Palermo, Messina e Catania. L’articolo è stato bocciato malgrado il centrodestra abbia votato compattamente: alla fine l’esito del voto è stato 34-33 a vantaggio dell’opposizione. E’ il segnale che da solo il centrodestra non ce la fa a portare avanti la manovra. E finora i ponti con l’opposizione non hanno portato alla collaborazione auspicata alla vigilia da Musumeci e Armao.

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