Giovedì, 26 Aprile 2018

Federvini, la novità è ripresa mercato del vino in Italia

Terra e Gusto
Vinitaly
© ANSA

VERONA - Vinitaly, tempo di novità ma anche tempo di bilanci: per Federvini, (Federazione Italiana Industriali Produttori, Esportatori ed Importatori di Vini, Vini Spumanti, Aperitivi, Acquaviti, Liquori, Sciroppi, Aceti ed Affini che aderisce a Federalimentare e Confindustria) il 2017 si è caratterizzato per un cambiamento rilevante rispetto agli scorsi anni, registrando uno sviluppo sia del mercato nazionale sia di quello internazionale, una combinazione favorevole che non si verificava da anni.
    ''Pur senza trionfalismi - la ripresa non ha permesso ancora di raggiungere le cifre pre-crisi - la maggiore fiducia nelle prospettive generali del Paese ha stimolato - sottolinea Federvini - i consumi fuori casa, in particolare grazie alla ristorazione e al turismo''. "Il vino oltre ad essere un richiamo importante per l'immagine del Paese, è anche un elemento fondamentale per entrare con maggiore attenzione nella realtà territoriale" ha commentato Chiara Lungarotti, Consigliere di Federvini. "Ma se con la ristorazione il rapporto talmente solido da rappresentare molto spesso anche il migliore canale di ingresso nei mercati stranieri, il rapporto con il turismo va ancora meglio sviluppato con un legame che deve essere rafforzato con le attività legate al patrimonio culturale e ambientale: da questo punto di vista la Legge sull'Enoturismo può fare molto. Bisogna poi accrescere l'attenzione sugli aspetti legati alla sostenibilità ambientale e sociale - sempre più rilevanti per i consumatori - e che caratterizzano sempre di più il settore alimentare. In questo caso è necessario ragionare in termini di filiera e lavorare insieme alle Istituzioni per avere tutti lo stesso programma e gli stessi obiettivi''. Sul versante internazionale "siamo un paese a fortissima vocazione all'export, non solo nel settore agro-alimentare dove il vino guida la classifica in valore. L'Italia deve sostenere con forza il mantenimento degli accordi commerciali internazionali: abbiamo bisogno di regole che aiutino gli scambi e il libero mercato, tutelando la qualità, soprattutto quando sono in gioco operatori piccoli e medi, come siamo noi tutti nella maggior parte dei casi" ha concluso Lungarotti.

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