Domenica, 22 Aprile 2018
LA CRISI

L'Ue: "Abbiamo prove dell'uso di armi chimiche in Siria". Gentiloni: l'Italia non parteciperà ai raid

BRUXELLES. Armi chimiche nell'attacco a Duma. L'Ue dichiara di averne la certezza: "Nel rapporto che abbiamo pubblicato domenica c'è scritto che in base ai nostri rapporti la maggior parte delle prove indicano che siano state usate armi chimiche in Siria nell'attacco del fine settimana" scorso. Così Maja Kocijancic, portavoce della Commissione europea rispondendo ad una domanda dei cronisti.

Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha avuto in giornata diversi contatti internazionali sulla questione siriana. Tra questi una telefonata con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Nell'ambito delle sue conversazioni - spiegano fonti di Palazzo Chigi - il premier ha ribadito la ferma condanna delle violazioni dei diritti umani e della inaccettabile violenza usata nei confronti delle popolazioni civili con l'uso di armi chimiche da parte del regime siriano.

In base agli accordi internazionali e bilaterali vigenti, l'Italia continuerà a fornire supporto logistico alle attività delle forze alleate, contribuendo a garantirne la sicurezza e la protezione, ma non parteciperà ad azioni militari in Siria, ha fatto sapere Gentiloni. Una soluzione stabile e duratura - ha sottolineato Paolo
Gentiloni nei colloqui internazionali - potrà venire dando spazio alle Nazioni Unite, a Staffan de Mistura e ai tavoli negoziali perché non si perda la speranza.

Anche Angela Merkel esclude una partecipazione tedesca ad un intervento militare in Siria. "La Germania non prenderà parte ad eventuali azioni militari in Siria. Nel caso in cui ve ne siano, perché ancora non è stato deciso". La Merkel ha precisato comunque di sostenere e appoggiare qualsiasi azione "per dare il segnale che questi attacchi chimici non sono accettabili".

La Nato invece fa sapere che "sono in corso consultazioni tra gli alleati della Nato su come rispondere all'attacco" in Siria. Lo ha detto il segretario generale Jens Stoltenberg. "La Nato - ha aggiunto - considera l'uso di armi chimiche una minaccia per la pace e la sicurezza internazionali e i responsabili ne pagheranno le conseguenze. L'ultimo attacco è stato orrendo, con decine di persone uccise, compresi molti bambini".

"L'attacco è avvenuto in un'area dove stanno operando il regime di Assad ed i suoi sostenitori", ha precisato Stoltenberg. "Russia e l'Iran forniscono un forte sostegno ad Assad che in passato ha già usato armi chimiche - ha sottolineato il segretario generale della Nato -. Chiediamo un accesso completo e senza impedimenti agli osservatori internazionali e ma anche agli operatori medici e facciamo appello al regime di Assad e ai suoi sostenitori, Russia e Iran, affinché ciò sia possibile".

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