Mercoledì, 19 Settembre 2018

In Usa Overland ATS reinventa trasporto treno più auto

ROMA - A pensar bene l'auto a guida autonoma esiste da molto tempo, almeno da quando le società ferroviarie avviarono nel mondo attorno agli Anni '50 i servizi di treno+auto. Si utilizzavano, per evitare lo stress della guida su una rete stradale ancora incompleta, vagoni speciali che trasportavano i veicoli velocemente e in tutta sicurezza. Guidatore e passeggeri restavano a bordo dell'auto se i tratti erano brevi o venivano alloggiati in appositi scompartimenti (anche cuccetta) in quelli più lunghi. Ora l'idea torna prepotentemente d'attualità negli Stati Uniti dove la società privata Overland ATS (la sigla sta per Automated Transportation System) ha presentato un progetto per realizzare una rete ferroviaria dedicata su cui motrici elettriche ad alta velocità - previste punte di 240 km/h - trasportano persone, carichi, container e naturalmente automobili. Tre gli elementi 'chiave' dell'idea Overland ATS: la propulsione elettrica con energia fornita dalla rete (che l'azienda indica più economica del 30% rispetto a quella immagazzinata nelle batterie di veicoli a guida autonoma convenzionali); la semplicità dell'infrastruttura che utilizza una monorotaia metallica ad una sola corsia (con punti di interscambio e incrocio) i cui piloni possono appoggiare sulle banchine autostradali e perfino sullo spartitraffico centrale e, infine, la sicurezza di gestione. La motrice ideata da Overland è sempre agganciata al profilo centrale della 'rotaia' di marcia e si muove su normali pneumatici. Trattandosi di un progetto, presentato in questa fase per attrarre investitori, i responsabili di Overland ATS non hanno ancora definito diversi dettagli, come quello della modalità di 'viaggio' delle auto che sembrerebbero doversi muovere sulle proprie ruote in una sorta di platooning - cioè di convoglio veicolo-contro-veicolo - dietro la motrice, ma che più banalmente potrebbero finire per essere trasportate su carri pianale di nuova generazione, moderni pronipoti di quelli che oltre mezzo secolo fa percorrevano lo Stivale sulla rete delle FFSS.

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