Lunedì, 16 Luglio 2018
NEL SUD EST

Ortaggi "svenduti", agricoltori esasperati: proteste in Sicilia

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RAGUSA. Troppo bassi i prezzi degli ortaggi pagati ai produttori. A volte anche sotto il costo di produzione. E' critica la situazione per gli agricoltori siciliani e in particolare per quelli dell'area Sud Orientale che si ritrovano a dover svendere il frutto del proprio lavoro non tanto per guadagnare ma per limitare le perdite. Alcuni di loro, esasperati, sono scesi in piazza per delle proteste rimaste però pacifiche per attirare l'attenzione sul problema.

"La situazione è davvero critica - spiega Gianfranco Cunsolo, presidente di Coldiretti Ragusa - prezzi sono troppo bassi in un periodo dell'anno, invece, in cui dovrebbero essere in fase di rialzo. E lo sono da troppo tempo. Solitamente, si assiste a un calo fisiologico dei prezzi dopo le feste natalizie e una ripresa nel periodo di marzo-aprile per poi scendere nuovamente a maggio. Se questa fase di ribassi non si arresta sarà un vero dramma".

Cunsolo porta anche alcuni esempi: per produrre il pomodoro ciliegino l'agricoltore spende circa 80 centesimi al chilo quindi dovrebbe essere venduto per portare dei profitti tra 1,20-1,40 euro. Attualmente è venduto a 50 centesimi. Così le melanzane (0,40 euro) e il pomodoro datterino che almeno dovrebbe essere venduto a 1,60 euro invece è a 0,90-1,10. "Le cause - spiega Cunsolo - sono i bassi consumi dovuti al freddo che ha colpito il Nord e che ha spostato gli acquisti su altri prodotti. Contemporaneamente al Sud c'è stata temperatura mite nei primi mesi dell'anno e quindi la produzione è raddoppiata in tutto il Mediterraneo e questo porta anche la concorrenza di Marocco e Tunisia che producono a costi molto inferiori. Purtroppo al momento ogni protesta è vana perché dobbiamo attendere il nuovo governo nazionale".

Intanto, ieri gli agricoltori hanno organizzato presidi pacifici davanti ai palazzi comunali di Pachino, Vittoria, Santa Croce Camerina, Gela, Donnalucata, Scicli, Licata, Comiso, Pozzallo, i comuni della cosiddetta fascia trasformata. «Visto il perdurare della crisi - ha detto Sebastiano Cinnirella, componente del comitato anticrisi agricoltura Sicilia - e considerato che le aziende agricole con questi ricavati non sono più in grado di onorare gli impegni presi con i loro fornitori, chiediamo un incontro urgente alle massime autorità regionali per reclamare la rivisitazione dei trattati europei, l’attivazione delle norme di salvaguardia e una moratoria di tutte le passività aziendali». Il sindaco di Pachino, Roberto Bruno, ha espresso solidarietà: "Conosciamo bene la pesantissima crisi commerciale che sta attraversando il comparto. Un crollo dei prezzi che danneggia le aziende e mette in difficoltà le famiglie. Abbiamo fatto tutto ciò che è nei nostri limitati poteri ma continueremo a sostenere i nostri agricoltori. Chiediamo all’assessore regionale alle Risorse agricole, Edy Bandiera, di ascoltare i nostri agricoltori». In alcuni casi sono state anche occupate le aule consiliari di alcuni Comuni.

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