Venerdì, 20 Luglio 2018
IL SUMMIT

Trump e Putin verso il summit del disgelo Usa-Russia

WASHINGTON. Dopo il vertice con Kim Jong-un entro maggio, il summit con il presidente russo Vladimir Putin "in un futuro non troppo lontano" per discutere di Ucraina, Siria, Corea del nord e una corsa al riarmo "che sta andando fuori controllo".

Donald Trump non finisce di sorprendere con i suoi annunci, ignorando cautele e moniti del suo team per la sicurezza nazionale, che nel caso di Putin lo aveva ammonito espressamente a "non congratularsi" con lui per la rielezione al Cremlino, come ha rivelato il Washington Post grazie ad una talpa che ha fatto andare su tutte le furie il tycoon.

"Se questa storia è accurata, ciò significa che qualcuno ha fatto trapelare i documenti del briefing al presidente. Far trapelare questa informazione è una violazione da licenziamento e probabilmente illegale", ha tuonato la Casa Bianca, messa in imbarazzo dall'ennesima fuga di notizie. Ma il Cremlino guarda avanti e annuncia che i due presidenti "hanno acconsentito di dare istruzioni ai rispettivi ministri degli Esteri di prendere contattati al più presto possibile e iniziare i preparativi per il summit". Data e luogo da decidere.

Nella sua telefonata, Trump non solo si è complimentato con il leader del Cremlino, rompendo il muro di freddezza europeo, ma si è guardato bene dal chiedere conto delle interferenze nelle presidenziali americane, per le quali il suo governo ha inflitto recentemente le prime sanzioni alla Russia. O dell'avvelenamento dell'ex spia russa in Gran Bretagna, che pochi giorni fa aveva indotto gli Usa a schierarsi con Parigi e Berlino a fianco di Londra, come ribadito oggi in una telefonata con Macron diffusa dalla Casa Bianca.

E' la contraddizione nel cuore della presidenza Trump: l'amministrazione orientata ad una posizione dura verso Mosca, il tycoon riluttante invece a criticare Putin. "Abbiamo avuto un'ottima telefonata", ha detto ai cronisti nello studio Ovale, anticipando i temi del futuro faccia a faccia ma attirandosi le critiche del senatore John McCain: "Un presidente americano non guida il mondo libero congratulandosi con i dittatori per aver vinto elezioni false".

Ormai i principali player internazionali sono saldamente al potere, dopo la rielezione di Putin e della Merkel, il mandato ormai senza limiti del presidente cinese, il rafforzamento del leader turco Erdogan. E c'è un risiko che aspetta di essere giocato, dall'Ucraina alla Siria sino alla Corea del Nord. Trump sembra aver deciso di sedersi al tavolo con Putin in nome degli "interessi condivisi" e della "stabilità strategica", come ha sottolineato la Casa Bianca.

Ma c'è anche chi sospetta che dietro ci possa essere altro. "Forse i russi hanno qualcosa e questo è il motivo per cui Trump è preoccupato", ha dichiarato in tv John Brennan, che ha guidato la Cia sino al 2016, quando spuntò un dossier su presunti incontri a luci rosse di Trump a Mosca durante Miss Universo. Intanto lo slogan "Trump-Putin, 2020" spunta sui primi gadget presidenziali a Washington, in particolare su t-shirt e cappellini.

Su alcune magliette compare anche un cappello rosso da baseball con lo slogan trumpiano "Make America great again": ma ad indossarlo è Putin, che strizza sornione l'occhiolino.

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