Domenica, 22 Aprile 2018
CHIESA

Lettera "corretta" a Ratzinger: si dimette Viganò, il prefetto della Comunicazione del Vaticano

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Papa Francesco e mons. Dario Edoardo Viganò

CITTÀ DEL VATICANO. Papa Francesco ha accettato la rinuncia di mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione (Spc). Fino alla nomina del nuovo prefetto, la Spc sarà guidata dal Segretario del medesimo dicastero, mons. Lucio Adrián Ruiz. Lo ha annunciato il direttore della Sala stampa vaticana, Greg Burke. Le dimissioni  sono legate alla vicenda della lettera del papa emerito Benedetto XVI, in cui un intero paragrafo sarebbe stato tagliato o comunque non divulgato, neanche verbalmente durante la presentazione alla stampa.

«In questi ultimi giorni si sono sollevate molte polemiche circa il mio operato che, al di là delle intenzioni, destabilizza il complesso e grande lavoro di riforma che Lei mi ha affidato nel giugno del 2015 e che vede ora, grazie al contributo di moltissime persone a partire dal personale, compiere il tratto finale», scrive al Papa mons. Viganò nella sua lettera di rinuncia, datata 19 marzo.

«La ringrazio per l’accompagnamento paterno e saldo che mi ha offerto con generosità in questo tempo e per la rinnovata stima che ha voluto manifestarmi anche nel nostro ultimo incontro», prosegue. «Nel rispetto delle persone, però, che con me hanno lavorato in questi anni e per evitare che la mia persona possa in qualche modo ritardare, danneggiare o addirittura bloccare quanto già stabilito del Motu Proprio 'L'attuale contesto comunicativo' del 27 giugno 2015, e soprattutto, per l’amore alla Chiesa e a Lei Santo Padre, Le chiedo di accogliere il mio desiderio di farmi in disparte rendendomi, se Lei lo desidera, disponibile a collaborare in altre modalità», aggiunge.

«Credo che il 'farmi in disparte' sia per me occasione feconda di rinnovamento - scrive ancora Viganò - o, ricordando l’incontro di Gesù con Nicodemo (Gv 31,1), il tempo nel quale imparare a 'rinascere dall’altò. Del resto non è la Chiesa dei ruoli che Lei ci ha insegnato ad amare e a vivere, ma quella del servizio, stile che da sempre ho cercato di vivere».

«Padre Santo - conclude il prefetto -, La ringrazio se vorrà accogliere questo mio 'farmi in dispartè perché la Chiesa e il suo cammino possa riprendere con decisione guidata allo Spirito di Dio».

Il Papa, in data odierna, risponde a Viganò che «a seguito dei nostri ultimi incontri e dopo aver a lungo riflettuto e attentamente ponderate le motivazioni della sua richiesta a compiere 'un passo indietro' nella responsabilità diretta del Dicastero per le comunicazioni, rispetto la sua decisione e accolgo, non senza qualche fatica, le dimissioni da Prefetto».

«Le chiedo di proseguire restando presso il Dicastero - aggiunge il Pontefice -, nominandola come Assessore per il Dicastero della comunicazione per poter dare il suo contributo umano e professionale al nuovo Prefetto al progetto di riforma voluto dal Consiglio dei Cardinali, da me approvato e regolarmente condiviso. Riforma ormai giunta al tratto conclusivo con I'imminente fusione dell’Osservatore Romano all’interno dell’unico sistema comunicativo della Santa Sede e I'accorpamento della Tipografia Vaticana».

«Il grande I'impegno profuso in questi anni nel nuovo Dicastero con Io stile di disponibile confronto e docilità che ha saputo mostrare tra i collaboratori e con gli organismi della Curia romana ha reso evidente come la riforma della Chiesa non sia anzitutto un problema di organigrammi quanto piuttosto l'acquisizione di uno spirito di servizio», conclude Francesco.

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