Mercoledì, 20 Giugno 2018
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Auto blu, il tetto non vale nei Comuni: Roma è al top, seguono Messina e Palermo

ROMA. Diminuisce in numero delle auto blu in uso nelle pubbliche amministrazioni ma non nei Comuni. A dirlo è il ministero guidato da Marianna Madia nel monitoraggio che esce ogni marzo da quando è entrato in vigore il decreto che impone il tetto di cinque vetture con conducente nelle amministrazioni centrali. Il limite però non valido negli enti locali, come i Comuni. Così se si guarda alle grandi città il numero lievita: il primato delle macchine dotate di autista spetta a Roma con 124 vetture (e 139 nel complesso), seguita dalle siciliane Messina con 25 e Palermo con 24.

Andando per ordine, nell'intera pubblica amministrazione si registra un calo "di 774 unità, pur in presenza di un incremento del numero dei rispondenti", ovvero degli enti che hanno aderito al 'censimento' si è passati dalle 29.969 alle 29.195
auto. Questo almeno secondo le amministrazioni, anche territoriali, che hanno preso parte alla ricognizione: il 68%. Una percentuale comunque "positiva" per il dipartimento della Funzione pubblica, visto che nel 2016 ci si fermava al 59%.

Per chi è rimasto silenzioso dovrebbe scattare una sanzione, che dimezza la spesa
automobilistica. I dati sulle 'multe' non sarebbero però a disposizione del ministero.
Quindi, nonostante la partecipazione si allarghi, nei parcheggi ci sarebbe più spazio. Il numero di vetture scende ad esempio negli enti pubblici nazionali (-119) ma soprattutto nelle nelle Asl (oltre 2 mila in meno) dove però il calo è anche dovuto a una 'ripulitura dei dati', visto che, spiega lo stesso ministero, l'anno prima erano state inserite unità non classificabili come autoblu, essendo dedicate a servizi sanitari.

Intanto per il ministero il paletto delle cinque auto con conducente sta funzionando, anche perché, fa notare, "sono solo" una su dieci, che in valori assoluti fa circa tre mila. Ma il vincolo opera laddove c'è, ovvero nello Stato (organi costituzionali esclusi, perché autonomi). C'è chi sfora di poco, come nei ministeri, dove oltrepassano il tetto Infrastrutture e Trasporti (7) e Affari esteri (9). L'avanzo è invece più consistente per l'Agenzia delle Entrate (25).

Di certo il limite al numero non c'è nei municipi. Guadando ai capoluoghi, emerge che tra le città con più vetture dotate di autista c'è Roma, con 124, seguono Messina con 25, Palermo con 24 e poi a pari merito con 17 Milano, Napoli e Oristano. Dopo vengono altri Comuni del Sud (come Bari, Brindisi e Catania). Se si fa invece caso al numero complessivo delle auto, quindi anche a quelle senza autista, in testa c'è Torino con 233 auto; mentre a 109 si ferma Firenze.

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