Lunedì, 16 Luglio 2018
CORRUZIONE

"Tangenti per la Siracusa-Gela", sei arresti: c'è anche il presidente di Condotte spa

MESSINA. Presunte tangenti per i lavori sulla Siracusa-Gela. Il gip di Messina ha disposto l'arresto di 6 persone tra cui Duccio Astaldi, presidente del consiglio di gestione della Condotte spa, impresa italiana leader nel settore delle costruzioni, che nel pomeriggio ha rassegnato le proprie dimissioni al consiglio.

Astaldi è ai domiciliari, così come il presidente del consiglio di amministrazione della Cosige Scarl Antonio D’Andrea e l’ex capo della segretaria tecnica dell’ex governatore siciliano Rosario Crocetta, Stefano Polizzotto. Sono coinvolti in una inchiesta che ha ad oggetto una presunta tangente per i lavori di realizzazione di tre lotti dell’autostrada Siracusa-Gela.

Arresti domiciliari decisi anche per il funzionario del Consorzio Autostrade Siciliano Gaspare Sceusa. Misura cautelare in carcere, invece, per il finanziere Nicola Armonium e Antonino Gazzarra, vicepresidente del Cas. Le accuse formulate dalla Procura di Messina sono, a vario titolo, di turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio e corruzione.

L’indagine, che nasce da una segnalazione alla procura della città dello Stretto da parte del Tar, a cui avevano fatto ricorso le ditte escluse dalla gara di affidamento dei lavori, è stata coordinata dal procuratore di Messina Maurizio De Lucia.

Oltre ai sei colpiti da misura cautelare, sono coinvolte nell’indagine cinque persone, tra cui i componenti della commissione che avrebbe dovuto verificare la congruità delle offerte per l’affidamento delle opere: Pietro Mandanici, Sebastiano Sudano, Antonino Recupero e Corrado Magro.

Indagato anche Maurizio Trainiti, direttore generale pro-tempore del Cas. Il Consorzio Autostrade, solo una settimana fa, è stato al centro di un’altra inchiesta della procura di Messina che ha ipotizzato a carico di Sceusa, tra gli altri, il reato di disastro ambientale per i lavori di messa in sicurezza del tratto dell’autostrada Messina-Catania interessata dalla frana di Letojanni.

Le opere vennero aggiudicate al raggruppamento temporaneo di imprese Condotte per l'Acqua spa - Cosige spa. Secondo gli inquirenti, la commissione aggiudicatrice avrebbe turbato la libertà degli incanti fissando svariate sedute con il finto intento di ottenere chiarimenti sull'analisi di spesa dell'offerta presentata dai concorrenti e richiedendo integrazioni per mostrare solo formalmente un particolare approfondimento degli elementi forniti dai partecipanti alla gara.  Attività di mera facciata per coprire la scelta, già fatta secondo le accuse, dell'aggiudicatario.

Altro aspetto dell'inchiesta riguarda un presunto abuso d'ufficio commesso dal direttore generale pro tempore del Cas, Maurizio Trainiti, dal vicepresidente Gazzarra, figura chiave dell'indagine, da Antonio D'Andrea, Duccio Astaldi, Stefano Polizzotto e Nicola Armonium.

Violando la legge, contestualmente alla stipula, sarebbe stata inserita nel contratto d'appalto una clausola che prevedeva la possibilità di posticipare i termini di consegna del lotto prioritario e di ultimazione dell'opera.

Ciò, per i pm, avrebbe provocato un danno al Cas. A Gaspare Sceusa, invece, responsabile unico del procedimento relativo all'appalto, i pm contestano di avere autorizzato illegittimamente la Cosige Scarl (società consortile costituita tra la Condotte d'Acqua S.p.A. e la Cosedil S.p.A.) a stipulare un contratto di sub-appalto per una consulenza legale con un'altra società, la Pachira Partners spa.

La Pachira avrebbe incassato per il servizio offerto un milione e 650mila euro. Ma la somma in realtà, secondo i magistrati, sarebbe stata una provvista creata dalla società vincitrice dell'appalto per "remunerare" il vicepresidente del Cas Gazzarra: una mazzetta insomma. Contemporaneamente infatti, il pubblico ufficiale avrebbe incassato esattamente la stessa somma come compenso di una consulenza da lui fornita alla Pachira Partners.

La società Condotte,  una nota «ribadisce la massima fiducia nell’operato della magistratura e nel corso della giustizia».  Nella nota la società rileva comunque che «tutti gli atti relativi alla procedura di gara in questione sono già stati vagliati, in maniera approfondita e in più passaggi, dalla giustizia amministrativa, senza che venisse ravvisata alcuna irregolarità. Condotte spa dunque ribadisce la limpidezza e la linearità del proprio operato nei confronti sia dell’Ente pubblico che di qualsiasi altro soggetto. Nell’attesa che vengano eseguiti tutti i necessari accertamenti, si auspica nei tempi più brevi possibili, la Società continua la sua normale operatività

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