Mercoledì, 12 Dicembre 2018
EUROPA LEAGUE

Arsenal troppo forte per il Milan, i "Gunners" vincono a San Siro

MILANO.  Imbattuto da 13 gare, il Milan cade con l’Arsenal, fallendo il primo vero test internazionale per Gattuso. Grazie ai due gol (tutti nel primo tempo) di Mkhitaryan e Ramsey, frutto del genio di Ozil, gli inglesi a San Siro chiudono la striscia di 4 ko e nel peggior momento di crisi di Wenger si dimostrano comunque di un altro livello rispetto ai rossoneri, che restano a secco ma fra tanti errori hanno il merito di non affondare. Fra una settimana a Londra dovranno fare un’impresa per qualificarsi ai quarti di Europa League.

Intanto solo il triste ricordo di Davide Astori (commosso silenzio e applausi da parte dei 70 mila spettatori) ha smorzato l'atmosfera di una serata dal sapore di Champions, con ritmi più alti di quelli a cui il Milan è abituato in Italia e un avversario più esperto e talentuoso, dalla trequarti in su e sulle fasce, con Kolasinac e Chambers (in costante proiezione offensiva) che dominano su Calabria e Rodriguez, senza far rimpiangere l’infortunato Bellerin.

Dopo 26 anni il Milan di Gattuso gioca con gli stessi titolari per la terza partita di fila (come quello di Capello), ma è una squadra diversa da quella che ha steso Roma e Lazio, con idee meno chiare e gambe più pesanti. Prova da subito a mettere in difficoltà l’Arsenal accelerando ma sul più bello è vittima della frenesia, tanto che l’allenatore calabrese, che di solito predica veemenza, deve chiedere ai suoi più calma.

Non ne ha bisogno Wenger, serafico anche nei primi 5', un assedio del Milan che colleziona tre corner, sfiora il gol con Bonaventura e il rigore con Calhanoglu, che salta Ospina anziché cercare il contatto con il portiere in uscita. E non appena gli inglesi entrano in partita, iniziano gli affanni per la difesa rossonera. Perfetto il piano partita di Wenger, che per uscire dalla crisi imposta la partita sulle basi, scambi veloci, di prima, tagli per sorprendere i difensori.

Esattamente quello che accade nei due gol, con la perfetta regia di Ozil, che al 15' serve Mkhitaryan, bravo a bersi Calabria (in totale confusione, l'azione parte da una sua palla persa) con una finta e a infilare di destro Donnarumma, anche grazie a una deviazione di Bonucci. L’imbattibilità rossonera cade dopo 599 minuti. E al 49', dieci secondi prima dell’intervallo, il tedesco si ripete mettendo davanti al portiere Ramsey, dimenticato da Rodriguez e Romagnoli.

In mezzo alle due reti ci sono continui ribaltamenti di campo, con l’Arsenal che colpisce una traversa e impegna due volte Donnarumma. I Gunners hanno una marcia in più. Nel Milan non brillano uomini chiave come Suso e Biglia, solo Kessie ha un’intensità adeguata in mediana, e a Cutrone non arrivano palloni interessanti. Nella ripresa Welbeck fallisce il tris (sciagurato retropassaggio di Kessie e uscita maldestra di Donnarumma) e Bonaventura si divora un gol davanti alla porta.

Gattuso toglie uno spento Calhanoglu affiancando Kalinic a Cutrone, poi sostituito da André Silva. Ma l’unica combinazione fra il portoghese e il croato è disinnescata da Ospina, che salva la sua difesa, impeccabile per una sera dopo essere stata colabrodo nelle ultime settimane. All’Emirates, il Milan dovrà sfondarla almeno tre volte per andare avanti in Europa.

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