Domenica, 27 Maggio 2018

Con dieta vegana rischi danni neurologici al feto

Terra e Gusto
© ANSA

 ROMA - Bambino Gesù e Meyer, con dieta vegana rischio danni al feto. Triplicati in due anni i casi di deficit di vitamina B12 in gravidanza con il rischio di danni neurologici permanenti per il neonato: dieta vegana e vegetariana tra le cause. L'allarme arriva dagli esperti dell' ospedale Bambino Gesù di Roma e dell'ospedale Meyer di Firenze che hanno individuato, attraverso lo screening neonatale esteso, negli errati regimi alimentari della madri uno dei motivi del deficit dell'importante vitamina. Si è passati, spiegano gli esperti, dai 42 casi del 2015 ai 126 del 2016. I dati dei rapporti tecnici Società Italiana per lo studio delle Malattie Metaboliche Ereditarie e lo Screening Neonatale sono inquietanti.

La vitamina B12 è contenuta negli alimenti di origine animale, ha un importante ruolo nello sviluppo del sistema nervoso centrale e il suo fabbisogno aumenta in gravidanza. Se la madre non ne assume abbastanza, o peggio non ne assume affatto, può creare al neonato danni neurologici già in utero, che proseguono e peggiorano nei mesi successivi, con l'allattamento.

Federazione pediatri, dieta vegana inadeguata. Non è da escludere a priori il vegetarianesimo, ma rischia di essere inadeguato così come il veganesimo. Latte, uova ed alimenti ricchi di vitamina B12, oltre a ferro e omega 3 devono trovare posto in tavola per un corretto sviluppo dei bambini. Fin dai primi mesi di vita la scelta migliore è quella che prevede il consumo prevalente di alimenti vegetali e l'uso limitato di prodotti animali. A evidenziarlo sono i pediatri, che a Caserta sono riuniti per un corso organizzato dalla Sipps e dalla Federazione Italiana Medici Pediatri. Si comincia proprio con una sessione "Diete vegetariane in gravidanza e in età evolutiva".

La Sipps, insieme alla Fimp e alla Società Italiana di Italiana di Medicina Perinatale ha deciso di approfondire, attraverso un Position Paper, il problema dell'adeguatezza delle diete vegetariane relativamente alla crescita ed allo sviluppo neurocognitivo dei bambini. "Anche in Italia, come nel resto del mondo - spiega Margherita Caroli, coordinatore del Position Paper - il numero delle persone che abbracciano stili alimentari diversi, fra cui quelli vegetariani, declinati nelle varie forme, è in aumento.

In alcuni casi intere famiglie, a volte con conoscenze nutrizionali insufficienti, abbracciano nuovi modelli alimentari, intraprendendo un percorso che necessita peraltro di assunzioni calibrate dei diversi alimenti. I bambini quindi, soprattutto in questi casi, potrebbero venir esposti a stili alimentari non ideali per la loro crescita". "Per un corretto sviluppo del bimbo - afferma Andrea Vania, Professore di Nutrizione Pediatrica all'Università La Sapienza di Roma - le diete latto-ovo-vegetariane e vegane sono inadeguate, soprattutto considerando l'ambito neurologico, psicologico e quello motorio". "La centralità del bambino - conclude Giuseppe Di Mauro, Presidente Sipps - è da sempre l'obiettivo primario per le diverse componenti dell'universo pediatrico".

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