Sabato, 22 Settembre 2018
L'EMERGENZA

Randagi impiccati a Rosolini, veleno a Paternò e sul caso Sciacca ci sono due sospettati

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SCIACCA. Continua l'emergenza avvelenamenti in Sicilia, con nuovi casi di cani di randagi vittime di esche "assassine".

A Sciacca potrebbe esserci una svolta nelle indagini sull'avvelenamento di 27 cani in contrada Muciare: la locale Procura della Repubblica ha individuato due persone a carico delle quali avrebbe raccolto elementi significativi su un loro possibile coinvolgimento nella strage dei randagi. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Michele Marrone, sono avvolte nel più stretto riserbo e non è ancora chiaro se i due siano stati già iscritti nel registro degli indagati.

Emergenza anche a Licata dove domenica scorsa il Centro studi del Movimento animalista aveva denunciato l'avvelenamento di diversi randagi. Quest'oggi due cani e un gatto sono stati trovati uccisi con delle polpette avvelenate che qualcuno ha posizionato in contrada Cannavecchia, a pochi passi dall’ospedale San Giacomo d’Altopasso. Sul luogo sono intervenuti i carabinieri, la polizia municipale e i volontari de «I delfini».

Nella giornata di ieri la Lega nazionale per la Difesa del cane ha reso noto che a Rosolini quattro cani sono stati trovati impiccati. Altri avvelenamenti invece si sono verificati a Paternò. «Purtroppo queste storie sono all’ordine del giorno in Sicilia e, mi dispiace dirlo, sono il sintomo di una società senza empatia e senza rispetto», ha detto Piera Rosati, presidente di Lndc Animal Protection.

 

A Erice, nella centralissima via Manzoni, erano state disseminate lungo il marciapiede dodici esche pronte per compiere un’altra strage di cani. Un caso di avvelenamento anche a Campobello di Mazara, dove un randagio meticcio, sterilizzato e microchippato dal Comune, è stato trovato morto vicino la strada 11sima est, a Tre Fontane.

E ancora, a Canicattì, due cuccioli di appena 40 giorni sono stati trovati impiccati a una staccionata in via Torres, nel tardo pomeriggio di ieri. Dell’accaduto è stato informato pure il sindaco del Comune, Ettore Di Ventura, che ha condannato il crudele gesto.

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