Mercoledì, 26 Settembre 2018
CORTEI A RISCHIO

Sale la tensione a Milano, studenti sul monumento contro il comizio di Casapound

casapound, cortei, Sicilia, Cronaca
Alcuni studenti saliti sul vicino monumento in piazza Cairoli a Milano

MILANO. Dopo Torino ieri, sale la tensione in centro anche a Milano , nel luogo dove nel primo pomeriggio Casapound terrà un comizio elettorale. Alcune decine di studenti sono saliti sul vicino monumento in piazza Cairoli, ma sono stati fatti scendere con la forza dalla polizia. Non si registrano feriti, ma qualche lieve contuso.

I ragazzi, una trentina, già stamani avevano pensato a un'azione nell'area in largo Beltrami dove si terrà il comizio, ma si sono resi conto dell'impossibilità di metterla in atto e hanno deciso un'azione dimostrativa, salendo sul monumento con uno striscione. La manifestazione però non era autorizzata e la polizia ha intimato loro di scendere.

Al loro rifiuto, gli agenti sono intervenuti, senza cariche, trascinandoli giù mentre loro facevano opposizione tenendosi gli uni con gli altri per le braccia.
Dopo essere stati sgomberati hanno dato vita a un corteo estemporaneo verso il Duomo scandendo slogan.

Intanto è partito da via Padova, una delle vie simbolo della multiculturalità di Milano , il corteo di Fratelli d'Italia guidato da Giorgia Meloni. Lungo la strada è stata srotolata da un centinaio di attivisti una bandiera italiana di oltre 200 metri, tra la curiosità dei residenti stranieri e qualche protesta. "Riconquistiamo le nostre strade", lo slogan scandito dai manifestanti.

Si è unita al corteo mentre degli altoparlanti diffondevano l'Inno di Mameli, Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, che sta manifestando a Milano .
"Siamo qui con un Tricolore di 300 metri - afferma - e porteremo altri tricolori e le nostre bandiere in tutti i quartieri abbandonati dalla sinistra. Riprendiamoci le nostre città".

Meloni e gli altri esponenti di Fdi hanno poi applaudito le forze dell'ordine schierate in assetto antisommossa in solidarietà con agenti e militari per le aggressioni subite.
"Solidarietà ai carabinieri e alle forze dell'ordine - dicono Meloni e Ignazio La Russa -. Quello che abbiamo visto ieri da parte dei centri sociali, i soliti quattro cretini figli di papà, è una vergogna, noi i centri sociali li vogliamo chiudere", e "vogliamo sicurezza nelle strade, certezza della pena e la chiusura dei confini".

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