Lunedì, 10 Dicembre 2018

La superTerra di Halloween

Scienza e Tecnica
Rappresentazione artistica della stella Tcp J05074264+2447555 vista con il metodo della lente gravitazionale (fonte: A. Nucita)
© ANSA

Con la sua scoperta ha fatto uno ‘scherzetto’ agli astronomi, che non si aspettavano certamente di incontrarla: la superTerra di Halloween, chiamata così perché è stata individuata per caso la notte del 31 ottobre 2017, è un pianeta roccioso della massa pari a 10 volte quella della Terra e distante 1.300 anni luce, nella costellazione del Toro. La scoperta, pubblicata solo adesso sul sito arXiv, si deve al gruppo internazionale coordinato da Achille Nucita, dell'università del Salento, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

Uno dei ricercatori del gruppo, Domenico Licchelli, quella sera era intento a puntare il telescopio dell'Osservatorio Feynman, che si trova a Gagliano del Capo, nel Salento, verso una stella che si chiama Tcp J05074264+2447555. Fino a poche settimane prima questa stella, dalla massa pari a 1,5 volte quella del Sole e distante 3.000 anni luce, era del tutto anonima, ma l'interesse degli astronomi nei suoi confronti si era acceso perché era stato notato un improvviso aumento della sua luminosità.

Questo effetto aveva fatto ipotizzare che fosse in atto un possibile evento di lente gravitazionale, ossia un fenomeno nel quale un corpo celeste passa davanti a una sorgente di fondo, come una stella, e ne amplifica la luminosità per effetto del suo campo gravitazionale, che distorce il percorso della luce.

"Studiando la curva di luce abbiamo scoperto che era proprio così", ha detto all'ANSA Nucita. Il corpo celeste transitato davanti alla stella in realtà non era singolo: era "un sistema planetario composto da una stella della massa pari a 0,25 volte quella del Sole e un pianeta della massa di circa 10 masse terrestri". La cosiddetta superTerra, definita così perché è un pianeta roccioso ma più grande del nostro, è stata chiamata Feynman-01 ed è la più vicina scoperta con il metodo della lente gravitazionale.

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