Sabato, 17 Novembre 2018
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Delusione per Agrigento: sarà Parma la Capitale italiana della cultura 2020

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Foto wikimedia

ROMA. È Parma la Capitale della Cultura del 2020. La scelta del Ministero dei Beni culturali è caduta sulla città emiliana. Succede così a Palermo (2018) e Matera che sarà Capitale Europea della cultura (2019). Delusione per Agrigento che era tra le 10 finaliste.

Designata dalla Giuria presieduta da  Stefano Baia Curioni, la vincitrice è stata annunciata oggi dal ministro di beni culturali e turismo, Dario Franceschini. Le
finaliste erano Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso. Alla vincitrice, oltre al titolo, va anche un contributo di un milione di euro per portare avanti il proprio progetto culturale.

«Raramente ho poche parole, ma stavolta mi avete lasciato senza. Sono davvero emozionato». Così, dopo un corale «Sì!!» esploso in platea, Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, accoglie la notizia della vittoria della sua città nel rush finale a Capitale italiana della cultura 2020. "Questa è una grande possibilità - dice il primo cittadino subito l’annuncio del Ministro di Beni culturali e Turismo, Dario Franceschini -. Abbiamo la consapevolezza di aver creato un’idea di città che ha messo tante persone intorno a un tavolo. Sono felice di aver vinto e felice che in finale ci fossero progetti così belli e tre città emiliane con cui, con un comunicato, abbiamo già annunciato che vogliamo continuare a lavorare insieme. E anche questo è un cambio di passo nella politica». Il progetto di Parma, «La cultura batte tempo», ha battuto in finale Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso.

"Una vittoria, quella di Parma, giustificata anche da un riequilibrio territoriale che, dopo Palermo 2018, e la Capitale Europea 2019, Matera, sembrava già orientare meno sulle opportunità della Sicilia e del Sud. Alla fine, vince Parma, una città in cui le persone sono la vera forza, perchè sono le persone il vero valore dell’Italia e sono le persone a renderla ancora più bella". Lo dice il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, commentando il titolo di Capitale della Cultura 2020 assegnato a Parma.

"Quanto ad Agrigento - continua Firetto -, hanno già vinto gli agrigentini, il loro impegno, la voglia di gettare il cuore oltre l'ostacolo, di sconfiggere l’ignavia, la rassegnazione. Ha vinto il desiderio di provare insieme a immaginare un futuro. Ha vinto l'orgoglio ritrovato, il bisogno di guardare alla propria città con occhi diversi, con rinnovato amore. Ha vinto una sensibilità diversa; ha vinto perfino l’indignazione contro chi offende, rovina, distrugge, viola. Hanno vinto le persone, la loro energia, il loro impegno quotidiano per una città più dinamica, più vivace, più bella. Hanno vinto gli agrigentini, che hanno riscoperto la gioia di stare insieme, di cooperare per un progetto comune. Agrigento è già una Capitale di arte, natura architettura, storia, bellezza. Agrigento è già capitale della cultura con i suoi nomi illustri, con i grandi della Letteratura della Filosofia della Scienza, con i pilastri del nostro Sapere. Agrigento è capitale nel Mediterraneo, modello di accoglienza e di integrazione". E conclude: "Agrigento da questa esperienza di candidatura a Capitale 2020 capitalizza un’enorme quantità di energia positiva che la porterà nei prossimi due anni a costruire un programma di attività ed eventi che sono la base di partenza per un nuovo inizio".

"Sette distretti socio-culturali, dislocati in diverse aree della città, che diventano spazi di creatività, riflessione, rigenerazione e innovazione". E' quanto si legge nel progetto della candidatura. "Una Parma nuova - prosegue il progetto - che sta nascendo offre alla Parma storica e ai suoi palinsesti temporali l’occasione di vivere dentro l’oggi, in una città multiculturale che costruisce giorno per giorno la sua contemporaneità. Trentadue progetti stretti attorno al claim della candidatura – "La cultura batte tempo" – e ad un ambizioso progetto pilota. Trentadue sfide divise in produzioni, cantieri, esposizioni e rassegne, costruite insieme a tutte le istituzioni, le associazioni e le forze nazionali e europee di Parma e del territorio che la circonda, in una sinergia virtuosa tra pubblico e privato resa stabile a partire da questa candidatura. Trasformare lo spazio significa rigenerare il tempo che quello spazio produce, significa mettere in gioco una visione di città trasversale ai vari ambiti: dalla cultura all’urbanistica, dal sociale al turismo, dall’ambiente agli educativi e alle pari opportunità. Parma 2020 è una città intera, capace di fare impresa e di presentare un modello culturale a più voci e al contempo unitario, che dovrà guidarla da subito e negli anni a venire".

 

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