Lunedì, 18 Giugno 2018

Il taglia-incolla il Dna diventa un ‘detective’ di virus e batteri

Scienza e Tecnica
Rappresentazione artistica del sistema di difesa Crispr utilizzato dai batteri per tagliare il Dna di un virus ed evitare l’infezione (fonte: McGovern Institute for Brain Research at MIT)
© ANSA

Come abili investigatori riescono a scovare, tra le miliardi di lettere del Dna, le sequenze di ospiti indesiderati come virus e batteri, permettendo di riconoscere rapidamente le infezioni. Sono due test genetici: si chiamano Detectr e Sherlock e sono basati sulla tecnica di taglia-incolla il Dna Crispr (Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats). A illustrarne le caratteristiche due studi pubblicati sulla rivista Science, uno dei quali è firmato da una delle due ‘mamme’ della Crispr, Jennifer Doudna.

Il test Detectr (Dna endonuclease targeted crispr trans reporter), messo a punto da Doudna nei laboratori dell’Istituto medico americano Howard Hughes dell’Università di Berkeley, utilizza una proteina presente nei batteri, chiamata Cas12a, guidata nel punto esatto da tagliare da una molecola di Rna, parente stretto del Dna, disegnata ad arte per riconoscere specifici virus. Il sistema è stato dotato anche di un’etichetta molecolare’, che brilla per segnalare quando il taglio è avvenuto correttamente. Per Doudna, “il test Detectr è in grado d’individuare sequenze di due tipi di papilloma virus che causano il cancro, il 16 e il 18”.

Anche Sherlock (Shorthand for specific high sensitivity reporter unlocking), ideato dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit) e di Harvard coordinati da Feng Zhang, agisce con un’analoga tecnica di taglia-incolla il Dna, ma sfruttando anche un’altra proteina batterica, la Cas13. Questo sistema, attraverso piccole strisce di carta simili a quelle dei test di gravidanza, “consente d’individuare con una sola analisi rapida, economica e molto sensibile la presenza di vari tipi di virus come Zika o quello della Dengue”, ha detto Zhang.

Messa a punto nel 2013 da due donne, Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna, la Crispr ha molteplici utilizzi: è stata ad esempio applicata per osservare le prime fasi della formazione dell’embrione umano, per riprodurre in provetta alcune malattie dei reni o per modificare geneticamente alcuni maiali, in modo che i loro organi possano essere trapiantati nell’uomo senza rischi di rigetto. “Questi detective genetici - ha concluso Doudna - dimostrano adesso come la Crispr sia uno scrigno che continua a regalarci tesori”.

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