Giovedì, 22 Febbraio 2018

Vino: Mipaaf, arriva un tetto per nuovi impianti, 50 ettari

Terra e Gusto
© ANSA

(ANSA) - ROMA, 14 FEB - Nella corsa all'impianto di nuovi vigneti, arriva un tetto di 50 ettari per l'autorizzazione di nuovi impianti. Sono alcune delle novità del Decreto ministeriale sulle autorizzazioni per gli impianti viticoli, ovvero alle licenze necessarie per impiantare vigneti, firmato dal ministro delle Politiche Agricole Martina. Con il nuovo decreto vengono recepite alcune misure contenute nel regolamento comunitario Omnibus, che diventano operative per il settore vitivinicolo, ovvero la possibilità di stabilire una soglia massima di 50 ettari per ciascuna domanda di autorizzazione al nuovo impianto, soglia che potrà essere ulteriormente ridotta dalle singole Regioni per tenere conto delle esigenze proprie del territorio. Complessivamente per l'annualità 2018 la superficie che può essere distribuita sotto forma di autorizzazioni per il nuovo impianto è pari a 6.685 ettari.

L'altra novità riguarda la possibilità di garantire il rilascio di una quota minima compresa tra 0,1 e 0,5 ettari a tutti i richiedenti, qualora le richieste ammissibili dovessero risultare superiori alla superficie messa a disposizione sotto forma di autorizzazioni, come è accaduto negli ultimi due anni.

Secondo Ruenza Santandrea, Coordinatrice del settore Vino dell'Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, "l'implementazione delle soglie introdotta dal Dm è un correttivo atteso e più che mai necessario, a testimonianza del buon lavoro condotto con il regolamento Omnibus dai deputati italiani, tra cui il corelatore, nonché vicepresidente vicario della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, Paolo De Castro".

Altra importante disposizione contenuta nel Decreto riguarda le autorizzazioni per il reimpianto provenienti da fuori Regione. Il Mipaaf ha previsto che le autorizzazioni al reimpianto ottenute a seguito di estirpazioni di vigneto in terreni gestiti in conduzione non possono essere utilizzati in una regione diversa da quella in cui è avvenuta l'estirpazione, ciò a meno che non siano passati almeno 6 anni dalla data di registrazione dell'affitto.(ANSA).

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