Martedì, 19 Giugno 2018

San Valentino, il Sole festeggia con un cuore

Scienza e Tecnica
Il buco a forma di cuore che si è formato nella parte più esterna dell’atmosfera del Sole (fonte: NASA)
© ANSA

Anche il Sole festeggia San Valentino e lo fa a modo suo: con un cuore comparso sulla sua superficie. In realtà è un buco che si è aperto nella parte più esterna della sua atmosfera, la corona, e accompagnato da un'eruzione solare. Entrambi questi fenomeni hanno scagliato sciami di particelle diretti verso la Terra, dove sono attese ben due tempeste magnetiche, che potrebbero causare problemi a comunicazioni radio e reti elettriche.

Sto bruciando per te: questo buco coronale a forma di cuore nel Sole è una infuocata dichiarazione d'amore spaziale per il giorno di San Valentino”, ha scritto su Twitter il Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa, pubblicando la foto su catturata dai suoi telescopi spaziali.

E' stata ripresa dai telescopi spaziali anche l'eruzione generata dal gigantesco gruppo di macchie, grande 7,8 volte il diametro Terra, comparso vicino all'equatore. Le macchie "hanno generato un'eruzione, cioè un brillamento, che ha scagliato nello spazio una bolla di particelle", ha detto all'ANSA il fisico solare Mauro Messerotti, dell'Osservatorio di Trieste dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), consigliere per il meteo spaziale della direzione scientifica dell'Inaf e dell'università di Trieste. "La bolla - ha aggiunto - si dirige verso la Terra alla velocità di 509 chilometri al secondo e potrebbe arrivare il 15 febbraio”.

L'eruzione solare generata dal gruppo di macchie vicino all'equatore solare (fonte: SOHO/ESA/NASA)

 

Secondo l’esperto  è probabile che la bolla  arrivi contemporaneamente alla raffica di particelle attesa tra il 15 e il 16 febbraio e scagliata dal buco a forma di cuore, una regione che appare più scura perché emette meno radiazioni X e ultraviolette. In questo caso, per Messerotti, "i due effetti potrebbero sommarsi, con il risultato che la tempesta generata potrebbe essere di intensità moderata, cioè di classe G2, nella scala di intensità che va da 1 a 5''. Una tempesta di questo tipo, ha concluso, potrebbero causare soprattutto disturbi nelle comunicazioni radio nelle regioni polari e deboli problemi alle reti elettriche e ai satelliti.

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