Martedì, 20 Febbraio 2018

Da Ivrea a Venezia, ecco i 51 Carnevali d'Italia

PUTIGNANO - Ogni Carnevale - in Italia ne abbiamo più di 51 - ha le sue particolarità, ma ve ne sono alcuni che si contraddistinguono per essere davvero unici. Ecco i più caratteristici in una ricerca curata da Jfc.

Venezia: è sicuramente quello che richiama più turisti da tutto il mondo. Tra le tradizioni più suggestive il celebre Volo dell’Angelo dal Campanile verso Piazza San Marco, i balli con gli abiti e le maschere tradizionali, la celebrazione delle Marie che rievoca in chiave moderna il rapimento e la liberazione di dodici promesse spose ai tempi del doge Pietro Candiano III (1039).

Fano: il Getto, cioè il lancio dei dolciumi, è il punto di forza del Carnevale di Fano. Ogni anno quintali di caramelle e cioccolatini piovono dai carri allegorici durante le sfilate.

Acireale: i carri allegorico-grotteschi in cartapesta sono opere finemente lavorate, rese ancora più spettacolari attraverso migliaia di lampadine e luci, movimenti e scenografie in continua evoluzione.

Bagolino: i balarì si muovono per le vie del borgo, avvolti da ricchissimi costumi tradizionali, soprattutto cappelli rossi su cui sono cuciti metri di nastri colorati, spille, anelli e collane. L’altro aspetto folkloristico del Carnevale bagosso sono i maschèr che, 4 travestiti da vecchi, si divertono a fare scherzi senza farsi riconoscere.

Acquapendente: la fregnaccia, il gustoso complemento gastronomico del Carnevale Aquesiano, è una frittella ottenuta con acqua, farina e grasso delicato del “cianchetto” del maiale. Deriva da un’antica ricetta contadina che può essere arricchita con formaggio pecorino o zucchero, oppure con cioccolata.

Satriano di Lucania: qui da secoli le persone si vestono da alberi. Completamente ricoperte di edera, la domenica precedente il martedì grasso escono dal bosco e bussano alle porte delle case, annunciando l’arrivo della primavera. Il Carnevale dei Rumita (così si chiama la maschera, da “eremita”) è un evento green anche per questo: nei bar si usa materiale biodegradabile, i prodotti sono a chilometro zero, vengono piantati alberi per contrastare le emissioni di polveri sottili.

Mamoiada: qui le maschere tradizionali sono i Mamuthones e gli Issohadores. I primi, vestiti di pelli di pecora, indossano una maschera nera di legno d’ontano o pero selvatico, e sulla schiena portano “sa carriga”, campanacci dal peso di circa 30 kg; gli Issohadores indossano una camicia di lino, una giubba rossa, calzoni bianchi e alcuni portano una maschera antropomorfa bianca. La sfilata dei Mamuthones e degli Isshoadores è una cerimonia solenne, come una processione.

Ronciglione: la Cavalcata degli Ussari rievoca la difesa da parte di questi cavalieri dello Stato Pontificio. Vi sono anche le “Corse dei Barberi” (corse di cavalli senza fantini). Tra i vari festeggiamenti, spicca la “Pilatata dei Nasi Rossi”: i Nasi Rossi sono maschere che rappresentano i devoti a Bacco, figure dissacranti che inneggiano canti a favore del vino, della tavola e della vita dissennata.

Sanremo: la tradizionale sfilata dei carri fioriti di Sanremo è uno degli eventi più attesi nella città. Le fasi preparatorie durano qualche mese, ma l'infioramento viene effettuato in una sola notte, al fine di utilizzare solo fiori freschi e vengono utilizzati tra i 20.000 e 50.00 fiori per la realizzazione di ogni singolo carro.

Comacchio: si tratta di un carnevale in cui, invece della sfilata dei carri tradizionali, si possono ammirare imbarcazioni carnevalesche sfilare sull’acqua dei canali della città. Vi sono poi vari Carnevali che si caratterizzano per una propria maschera, legata appunto all’identità ed alla tradizione locale.   

Ma i Carnevali, in Italia, ci offrono anche tanti spunti curiosi, ad esempio:

• a Venezia si possono spendere anche più di 1.000 Euro tra ingresso al ballo e noleggio del costume;
• sempre a Venezia si calcola che il solo Ballo del Doge generi un valore economico pari a 4 Milioni di Euro;
• a Viareggio il costo di un singolo carro può superare anche i 125mila Euro;
• a Santhià vengono distribuite 20mila razioni di “fagiuolata”;
• a Sanremo si utilizzano sino a 50.000 fiori per la realizzazione di un solo carro;
• a Ivrea vengono utilizzati 600 quintali di arance.

Venezia: è sicuramente quello che richiama più turisti da tutto il mondo. Tra le tradizioni più suggestive il celebre Volo dell’Angelo dal Campanile verso Piazza San Marco, i balli con gli abiti e le maschere tradizionali , la celebrazione delle Marie che rievoca in chiave moderna il rapimento e la liberazione di dodici promesse spose ai tempi del doge Pietro Candiano III (1039). Fano: il Getto, cioè il lancio dei dolciumi, è il punto di forza del Carnevale di Fano. Ogni anno quintali di caramelle e cioccolatini piovono dai carri allegorici durante le sfilate. Acireale: i carri allegorico-grotteschi in cartapesta sono opere finemente lavorate, rese ancora più spettacolari attraverso migliaia di lampadine e luci, movimenti e scenografie in continua evoluzione. Bagolino: i balarì si muovono per le vie del borgo, avvolti da ricchissimi costumi tradizionali, soprattutto cappelli rossi su cui sono cuciti metri di nastri colorati, spille, anelli e collane. L’altro aspetto folkloristico del Carnevale bagosso sono i maschèr che, 4 travestiti da vecchi, si divertono a fare scherzi senza farsi riconoscere. Acquapendente: la fregnaccia, il gustoso complemento gastronomico del Carnevale Aquesiano, è una frittella ottenuta con acqua, farina e grasso delicato del “cianchetto” del maiale. Deriva da un’antica ricetta contadina che può essere arricchita con formaggio pecorino o zucchero, oppure con cioccolata. Satriano di Lucania: qui da secoli le persone si vestono da alberi. Completamente ricoperte di edera, la domenica precedente il martedì grasso escono dal bosco e bussano alle porte delle case, annunciando l’arrivo della primavera. Il Carnevale dei Rumita (così si chiama la maschera, da “eremita”) è un evento green anche per questo: nei bar si usa materiale biodegradabile, i prodotti sono a chilometro zero, vengono piantati alberi per contrastare le emissioni di polveri sottili. Mamoiada: qui le maschere tradizionali sono i Mamuthones e gli Issohadores. I primi, vestiti di pelli di pecora, indossano una maschera nera di legno d’ontano o pero selvatico, e sulla schiena portano “sa carriga”, campanacci dal peso di circa 30 kg; gli Issohadores indossano una camicia di lino, una giubba rossa, calzoni bianchi e alcuni portano una maschera antropomorfa bianca. La sfilata dei Mamuthones e degli Isshoadores è una cerimonia solenne, come una processione. Ronciglione: la Cavalcata degli Ussari rievoca la difesa da parte di questi cavalieri dello Stato Pontificio. Vi sono anche le “Corse dei Barberi” (corse di cavalli senza fantini). Tra i vari festeggiamenti, spicca la “Pilatata dei Nasi Rossi”: i Nasi Rossi sono maschere che rappresentano i devoti a Bacco, figure dissacranti che inneggiano canti a favore del vino, della tavola e della vita dissennata. Sanremo: la tradizionale sfilata dei carri fioriti di Sanremo è uno degli eventi più attesi nella città. Le fasi preparatorie durano qualche mese, ma l'infioramento viene effettuato in una sola notte, al fine di utilizzare solo fiori freschi e vengono utilizzati tra i 20.000 e 50.00 fiori per la realizzazione di ogni singolo carro. Comacchio: si tratta di un carnevale in cui, invece della sfilata dei carri tradizionali, si possono ammirare imbarcazioni carnevalesche sfilare sull’acqua dei canali della città. Vi sono poi vari Carnevali che si caratterizzano per una propria maschera, legata appunto all’identità ed alla tradizione locale.

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