Venerdì, 21 Settembre 2018

Turismo in Italia vale 100 miliardi

Viaggi
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MILANO - Ben 103,6 miliardi di euro e cioè 3 volte il settore agrolimentare e 4 volte la ricchezza generata da tessile e abbigliamento. E' l'impressionante valore aggiunto generato dal turismo in Italia, che grazie ai suoi 53 siti Unesco, è il primo paese al mondo per disponibilità di patrimonio artistico-culturale e risulta tra i primi tre migliori paesi dove si consiglia viaggiare nel 2018. Emerge dal XXI Rapporto sul turismo italiano - curato da Iriss-Cnr e che sarà presentato domani alla Bit a Milano - secondo cui nel 2016 i consumi turistici in Italia sono stati pari a 93,9 miliardi di cui 36,4 riconducibili alla domanda straniera (38,7% del totale) e 57,6 a quella interna (61,3%).
Nel 2016 gli esercizi ricettivi hanno raggiunto la cifra record di 117 milioni di arrivi - 3,5 milioni in più rispetto all'anno precedente, con un incremento del 3,1% - e hanno registrato circa 403 milioni di presenze - 10 milioni di presenze in più, pari a +2,6%. Il trend positivo è confermato dai dati provvisori del primo semestre 2017 che ha registrato incrementi di arrivi e presenze rispettivamente pari al 5,5% ed al 7% rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente, variazioni che si sono attestate nei primi dieci mesi dello scorso anno al 3,5% per gli arrivi ed al 5% per le presenze. Su una tendenza analoga si collocano le previsioni per il 2018, che indicano un ulteriore progresso degli arrivi del 4%. Le presenze straniere mostrano un trend positivo costante con un tasso medio annuo nel quinquennio 2011-2016 pari a +2,5% (tra 2015 e 2016 +3,5%). In particolare, i tedeschi, con circa 56 milioni di presenze detengono la quota più rilevante (28,4%), seguiti da francesi e turisti provenienti dal Regno Unito che con circa 13 milioni di presenze si attestano su 6,7% e 6,5%.
Da sottolineare che circa il 70% delle presenze straniere si concentra in sei regioni: Veneto (22%), Toscana (12%), Lombardia (11,2%), Provincia di Bolzano (10,8%), Lazio (9,8%) ed Emilia-Romagna (5%). La crescita del turismo domestico, dal picco delle presenze registrato nel biennio 2014-2015 (+4,5%), è passata tra il 2015 ed il 2016 a un incremento molto più contenuto, pari al 1,6%. "Queste dinamiche rappresentano la risultante dell'effetto congiunto di fattori esogeni, legati alle crisi economiche, alle catastrofi naturali o agli attentati terroristici, e dei cambiamenti strutturali del settore" dice il direttore del Iriss-Cnr, Alfonso Morvillo, curatore del rapporto insieme ad Emilio Becheri e Roberto Micera. (ANSA).

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