Martedì, 19 Giugno 2018
VERSO LE POLITICHE

Vincenti alle primarie ma poi esclusi: anche in Sicilia il caso dei grillini «traditi»

di
elezioni politiche 2018, Sicilia, Politica
Alberto Samonà

PALERMO. Vincenti alle primarie, esclusi dalle liste. Scoppia il caso dei grillini «traditi» anche in Sicilia. Candidati che avevano vinto le consultazioni on line, forti perfino di una ufficializzazione da parte del sito di Grillo, e poi cancellati d’un colpo e a sorpresa dagli elenchi depositati ieri in vista delle Politiche del 4 marzo.

È un giornalista palermitano, Alberto Samonà, a denunciare il caso con una lunga lettera aperta ai vertici del movimento: «Sono stato escluso dalle liste del Movimento 5 Stelle nonostante fossi arrivato terzo alle parlamentarie su oltre 350 aspiranti candidati per la Sicilia Occidentale (poi sono stato retrocesso quarto per assecondare le quote di genere). Il passo successivo è stato la mia cancellazione dall’elenco dei candidati. Inutile dire che non mi è stata fornita alcuna spiegazione da un fantomatico staff, che ha escluso dalla candidatura un sacco di persone, anche in questi casi senza motivarne le ragioni».
Samonà cita tanti altri casi di aspiranti candidati esclusi: «Giusto per fare qualche esempio, cito Daniela Morfino, Maurizio Oddo, Settimo Miranda, Vitaliano Catanese, Luigi Scarpello, Francesco Marchese, Tiziana Di Pasquale, Andrea Volpe, Salvatore Gallo, Monica Modica. E mi scuseranno tutti gli altri che non sto citando».

Samonà ritiene di essere stato «silurato» per la sua passata vicinanza a Musumeci. E poi il giornalista palermitano aggiunge: «Come ovvia conseguenza, debbo ritenere a questo punto che non son degno neppure di restare fra gli iscritti al movimento nè fra i sostenitori, altrimenti prevarrebbero l’ipocrisia e la doppia morale (Come fai a sostenere chi non ti vuole?). Ne prendo atto serenamente, come immagino faranno molti fra quelli (e sono tantissimi) che mi hanno incoraggiato in questa sfida e il 4 marzo avrebbero voluto votare il M5S».

A questo punto la conclusione di Samonà è obbligata: «Al di là del mio caso personale, il dato è che per “scremare” ci si è serviti delle cosiddette “segnalazioni allo staff”, cioè la delazione, adoperata come modalità di selezione ed esclusione delle candidature. Di fatto, un metodo unilaterale e senza possibilità di appello che ricorda pratiche molto in voga in certe odiose dittature. Mi spiace - è la conclusione della lettera aperta -, perché all’interno di questo movimento ho conosciuto tante persone perbene, attivisti vecchi e nuovi, che credono in un sincero sogno di cambiamento del Paese e conosciuto dei veri amici che resteranno nella mia vita».

© Riproduzione riservata

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