Mercoledì, 24 Gennaio 2018

La Terra diventò rovente 252 milioni anni fa

Scienza e Tecnica
Mappa della distribuzione geografica dei vertebrati terrestri circa 250 milioni di anni fa, quando la Terra era formata da un unico grande continente, la Pangea (fonte Archivio Muse)
© ANSA

Il riscaldamento globale non è un fenomeno nuovo per la Terra: 252 milioni di anni fa, in concomitanza con la prima grande estinzione di massa, la temperatura del Pianeta aumentò di 15 gradi, spingendo le specie sopravvissute a migrare. È quanto emerge dallo studio internazionale pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B e coordinato dal Museo delle Scienze (Muse) di Trento. Quell'evento, osservano gli autori della ricerca, ha creato le condizioni per l'evoluzione successiva dei dinosauri.

Coordinati da Massimo Bernardi, del Muse, i ricercatori dell'Università di Bristol hanno studiato la distribuzione geografica dei vertebrati terrestri tra 270 e 240 milioni di anni fa. Un periodo turbolento per la Terra, con varie estinzioni, la prima delle quali cancellò il 95% delle specie.

A fare impennare le temperature furono le eruzioni di enormi vulcani in Siberia, che liberarono nell'atmosfera migliaia di tonnellate di anidride carbonica, portando a una serie di reazioni a catena: riscaldamento globale, perdita di ossigeno nei fondali marini e piogge acide.

"Il riscaldamento è uno dei fattori più importanti dell'estinzione di massa tra il Permiano e il Triassico. Nel nostro studio - ha spiegato all'ANSA Massimo Bernardi - abbiamo analizzato come queste crisi climatiche hanno cambiato la distribuzione dei grandi vertebrati terrestri. Abbiamo così dimostrato che le specie sopravvissute sono scappate dalla fascia equatoriale verso i poli. Queste ondate migratorie - ha aggiunto - sono state accompagnate da altre estinzioni. Ma la crisi climatica ha anche sospinto l'evoluzione di alcune specie rimaste in vita, come gli arcosauri, dai quali discenderanno i dinosauri. Questo aspetto - ha concluso Bernardi - ci insegna che la vita è più resiliente di quel che ci aspettiamo".

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