Venerdì, 22 Giugno 2018
IL PREMIER

Il bilancio di Gentiloni: "L'Italia si è rimessa in moto"

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Paolo Gentiloni

ROMA. Nessun oblio sul capitolo dei diritti, che anche se resta «incompiuto» riveste per il nostro Paese un ambito di interesse «storico": parola del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che ha tenuto a ribadire lo sforzo profuso dal suo esecutivo in questa direzione durante la conferenza stampa di fine anno. Tante le tappe di un percorso parlamentare spesso accidentato: «l'anno scorso le unioni civili, quest’anno il reato di tortura, la legge sui minori non accompagnati, il biotestamento. Da 16 anni ne sentivo parlare e sono contento di aver fatto parte dei governi che li hanno approvati», ha tenuto a chiarire.

Poi senza sottrarsi alla curiosità dell’affollato parterre di cronisti, Gentiloni è tornato a parlare di Ius Soli, spiegando che da parte del suo esecutivo «non ci sono mai state incertezze», quanto «purtroppo c'era la certezza sulla mancanza dei numeri». Poi ha aggiunto: «il modo migliore per archiviare lo Ius soli per molti anni sarebbe stato quello di farlo bocciare. Sono convintissimo dell’importanza di questa norma, e sappiamo che il futuro si gioca sulla nostra capacità di non escludere e di non respingere, perché chi semina esclusione e respinge raccoglie odio. Ma non abbiamo avuto i numeri, non ci siamo riusciti». Il presidente del Consiglio ha quindi ammesso di condividere su un tema così importante la delusione della Chiesa: «faccio fatica a vedere le dissonanze con la Chiesa anche se certamente registro una delusione». Il tutto senza dimenticare «una posizione diversa sul biotestamento, che ha antiche radici, ma anche grande rispetto per le decisioni prese dal Parlamento italiano. Non sono punti di dissenso, ma diverse opinioni».

Il premier ha parlato anche delle carceri: «dovremmo tutti abituarci al fatto che chi ha a cuore la sicurezza di un Paese, chi vede nel tema della sicurezza la sua priorità assoluta, dovrebbe condividere - ha spiegato rispondendo a una domanda sullo stato dei decreti legislativi in tema di riforma delle carceri - il fatto che avere un sistema carcerario più moderno e più umano aiuta la sicurezza». Mentre «il contrario alimenta la criminalità e l’insicurezza». In merito ai decreti si è poi detto «assolutamente certo» che i pareri da parte delle commissioni parlamentari «verranno dati, e comunque il governo procederà».

Tra i temi toccati durante il lungo incontro con i giornalisti c'è anche quello dei migranti: «la gestione di questo fenomeno - ha ribadito - è possibile e l’Italia lo dimostra, con una diminuzione drastica dei morti in mare, perché alla diminuzione di arrivi corrisponde una diminuzione di vittime in mare». In sostanza, ha tenuto a spiegare, «abbiamo dimostrato che c'è una strada seria e che si può percorrere e - ha garantito - continueremo a farlo».

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