Martedì, 17 Luglio 2018
UFFICIO DI PRESIDENZA

Accordo maggioranza-opposizione
Ma non c'è pace in casa Pd all'Ars

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PALERMO. L’aria pesante in casa Pd tirava su Palazzo dei Normanni già nella mattinata di ieri. Un clima che aveva portato anche allo slittamento della seduta parlamentare per l'elezione dei deputati-questori e dei deputati-segretari.

Sono stati proprio i problemi interni al Partito democratico a far posticipare l’incontro per il completamento dell’ufficio di presidenza dell’Ars. Per accelerare la pratica Gianfranco Miccichè aveva chiesto e trovato l’accordo con Giuseppe Lupo, capogruppo dei dem, ma questo non ha fatto altro che buttare benzina sul fuoco.

In realtà l’obiettivo del presidente dell’Ars è stato raggiunto, con l’elezione in tempi rapidi di questori e segretari ma il fatto che il Pd sia entra nell'ufficio di presidenza grazie al soccorso del centrodestra (la maggioranza per i segretari ha votato Papale dando la seconda preferenza al renziano Nello Dipasquale) non è andata giù a molti nel Partito democratico.

Il Pd non trova pace, insomma, dopo la debacle elettorale alle regionali, le polemiche sulla gestione Raciti e quelle di due giorni fa sulla nomina di Giuseppe Lupo come presidente del gruppo al parlamento siciliano, anche quella di ieri non è stata una giornata facile. Tutt’altro. L’analisi di Giovanni Panepinto è spietata: "Nonostante le fatiche del segretario regionale Fausto Raciti, alla fine sono emersi una miriade di errori, senza soluzione di continuità, solo logiche personali e delle sottocorrenti. Sussiste tra i segretari di circoli, amministratori comunali e dirigenti del Pd siciliano un senso di smarrimento ma anche la consapevolezza di avere il diritto ed il dovere di continuare una militanza ed anche una certezza che il Partito non è solo fatto da deputati". Una riflessione che arriva ad una conclusione: “Il capogruppo Giuseppe Lupo, vuole dare un segnale concreto, offra le proprie dimissioni”.

Antonio Rubino, responsabile regionale dell'Organizzazione del Pd, parla di "Partito democratico umiliato dall'elezione dell'ufficio di presidenza dell'Ars".

Critiche anche da altri pezzi della coalizione di centrosinistra. Nino Oddo, segretario regionale del Psi: "Occorre al più presto riprendere un ragionamento comune. - aggiunge - Non possiamo permetterci di arrivare in questi condizioni alle elezioni nazionali. Rischiamo un bagno di sangue".

Ma la decisione di soccorrere il Pd permettendo ai dem di entrare nell'ufficio di Presidenza grazie all'elezione di un deputato-segretario con i voti del centrodestra, apre una polemica interna anche alla maggioranza. Ad alzare la voce sono infatti i deputati di FdI, rimasti fuori, che hanno deciso di non votare i nomi indicati dalla coalizione per questori e segretari.

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