Domenica, 22 Aprile 2018
INIZIATIVA DI GDS

«Grandi donne siciliane», votate la vostra preferita

di

PALERMO. Cambiare, svegliarsi, pretendere, unirsi, mettere gli uomini di fronte ai loro millenari soprusi, cambiare le leggi discriminatorie: le donne lo hanno fatto, anche se l’opera va continuata perché nulla è mai conquistato per sempre.

Per navigare nel frastagliato universo del femminile ecco una piccola ma intrigante bussola: si tratta del secondo volume di «Grandi donne siciliane», edito dal Giornale di Sicilia (clicca qui per scaricarlo), pagine in cui trovano spazio vita, morte e miracoli non solo imprenditrici siciliane, ma anche donne che hanno dedicato la loro vita alla medicina, al canto, alla danza. Storie di donne – raccontate da Guido Fiorito e fotografate da Tullio Puglia - che hanno realizzato, evidenziandole, le peculiarità della Sicilia.

Il direttore del Giornale di Sicilia, Antonio Ardizzone e il vice direttore responsabile, Marco Romano scrivono nella prefazione che esiste «la realtà di una Sicilia al femminile capace di affermarsi, realizzarsi, distinguersi è ampia, eterogenea, composita. Il fil rouge è costituito dal successo di un’idea, dalla caparbietà nel portarla avanti, dalla forza nell’affermarne il valore». E anche i lettori avranno il loro da fare: potranno, infatti, votare fino a martedì 19 alle 12 le loro signore preferite su Gds.it.

Le prime tre classificate verranno premiate il 20 dicembre, a Palazzo Branciforte, durante un evento che inizierà alle 18, e che assegnerà anche un premio speciale donato dal pasticcere Nicola Fiasconaro.

Ma cerchiamo di conoscere le 14 «concorrenti». Laura Bargione è la titolare dell’azienda Mariscò di Grisì, e punta sul valore sociale dell’agricoltura, convinta com’è che la vita nei campi faccia bene ai ragazzi. Ecco Erminia Bentivegna, chirurgo vascolare che ha ideato una tecnica per ridurre le amputazioni: ha ragione quando afferma che salvare un arto è come restaurare un Raffaello; c’è poi Nancy Cannilla che nel suo Centro Danza ha visto camminare sulle punte centinaia di bambine. Isabella Capizzi si è inventata «Luxury Hunters», un negozio dove raccoglie e vende borse e accessori di lusso usati. Della serie viva la seconda vita.

Tiziana e Daniela Di Prima, imprenditrici delle aziende «Abitare», sono due tipe bioniche che riescono a far tutto bene, dal lavoro alla vita privata: e non è proprio una robetta da nulla. Rina Falsone e la figlia Laura raccontano il loro hammam, un luogo che riserva a chi lo frequenta di «coccolarsi». E poi c’è Stefania Fiasconaro delle Officine Grafiche, un’industria con un cuore di bottega rinascimentale. Loredana Giliberto di professione fa la wedding planner e diventa amica delle sue spose. Manuela Monaco è la titolare della gioielleria Cipolla che vende on line e produce in proprio. Flora Mondello, della Gaglio Vignaioli, è una che ama il rischio, unico modo per fare impresa. Laura Montalbano, invece, gestisce con i fratelli e i genitori l’azienda di famiglia di sughi e conserve ricavati dalle vecchie ricette: insomma, mette la Sicilia in un barattolo.

Ancora: Mariuccia Palazzolo è una creatrice appassionata di gioielli che sono pezzi unici di simboli e suggestioni siciliane. Ed ecco la straniera, Irina Pererva, presidente dell’associazione Le Muse, cantante lirica, e infine Silvia Pistone, responsabile marketing dell’azienda elettronica di famiglia: lavora immersa nel mondo social ma sa che è meglio restare… umani. Insomma, nel libro ce n’è per tutti i gusti. Ora votate.

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