Lunedì, 16 Luglio 2018

Dalle onde d'urto alle protesi, tutti i rimedi per la salute di lui

Salute e Benessere
Dalle onde d'urto alle protesi, tutti i rimedi per la salute di lui
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Dalle onde d'urto contro prostatiti (infiammazioni della ghiandola prostatica) e disfunzione erettile, alle protesi per problemi di impotenza, passando per tutte le novità in chirurgia genitale maschile: sono solo alcuni dei temi che sono stati discussi in occasione XIII Congresso della Società Italiana di Chirurgia Genitale maschile su "L'evoluzione della chirurgia genitale maschile: novità a confronto".
    PROSTATITI E ONDE D'URTO - Gli uomini sotto i 50 anni sono i bersagli privilegiati delle infiammazioni della ghiandola prostatica che causano dolore pelvico, incontinenza urinaria ed a volte impotenza, spiega Giovanni Alei, Presidente SICGEM. In Italia ne soffre il 14% della popolazione maschile. La forma più frequente è la prostatite cronica o sindrome del dolore pelvico cronico che interessa il 10-15% della popolazione e può insorgere negli uomini di qualunque età. Le onde d'urto - onde acustiche ad alta intensità che si trasmettono attraverso la pelle nell'area interessata dove diminuiscono il dolore e accelerano la guarigione. Gli esperti le hanno valutate su 41 pazienti con prostatiti croniche, in termini di qualità della vita, dolore e struttura della prostata. Oltre all'ecografia prostatica transrettale, che ha monitorato la diminuzione del volume prostatico anche il livello dell'antigene specifico della prostata (PSA) è stato utilizzato per valutare gli effetti del trattamento. Il dolore si è ridotto significativamente dopo 3-4 applicazioni in quasi tutti. Le onde d'urto sono state testate con successo anche nella cura della disfunzione erettile, spiega Alei.
    LA CHIRURGIA PER LUI - Tanti i passi avanti della chirurgia al servizio della salute maschile, un esempio sono le nuove metodiche mininvasive per la correzione dell'incurvamento del pene (corporoplastica), che permettono di conservare la capacità erettile e la sensibilità, a differenza delle tecniche tradizionali in cui il tasso di recidive e la perdita della sensibilità e di impotenza è molto alto (fra il 25 e il 30% dei casi). «Inoltre - spiega Alei - è possibile effettuare l'operazione in ambulatorio in anestesia locale che consente di ridurre i disagi per il paziente». Anche il laser in aiuto della prostata: un'altra novità riguarda la cura dell'ipertrofia prostatica benigna, un disturbo che può sopraggiungere dopo i 50 anni che comporta una difficoltà urinaria importante. Quando la vescica non riesce più a svuotarsi per l'eccessivo ingrandimento prostatico bisogna ricorrere nella maggior parte dei casi alla resezione della parte ingrandita della prostata. Con il laser si effettua la vaporizzazione della parte interessata rendendo l'intervento esangue, indolore e di particolare sicurezza. L'IMPOTENZA - Un disturbo che interessa oltre 3 milioni di uomini in Italia, l'impotenza si può curare coi farmaci, le iniezioni locali di vasodilatatori e infine la chirurgia, tramite l'impianto di una protesi. Quest'ultima è seguita solo da una minoranza di casi. Sono infatti circa 300 gli impianti effettuati ogni anno. A scoraggiare gli uomini è ancora la paura dell'operazione e dei risultati che si possono ottenere. "Il paziente ha paura che un oggetto estraneo possa alterare la sua sessualità o che premere un pulsante prima dell'atto sessuale crei troppo imbarazzo con il partner - spiega Alei. Tuttavia - sottolinea - coloro che poi si sottopongono all'intervento restano soddisfatti". L'intervento chirurgico non lascia cicatrici, è mininvasivo e il rischio di rigetto e d'infezione è minimo. EIACULAZIONE PRECOCE Riguarda 6 milioni di uomini. Moltissimi sono giovani che arrivano a considerare il problema con uno specialista solo dopo aver superato i 30 anni. In base a studi recenti condotti in Europa e negli Stati Uniti, in una popolazione di uomini di età compresa tra i 18 e i 70 anni, il 49.6% degli uomini risulta essere affetto da eiaculazione precoce primaria (che si osserva negli uomini giovani), il 34.6% da eiaculazione precoce secondaria (quando il problema subentra in una seconda fase della vita sessuale), e il 15.8% da una forma di eiaculazione precoce saltuaria. "É fondamentale la diagnosi differenziale fra organicità e funzionalità - conclude Alei - per effettuare terapie mirate, differenziate a seconda dell'origine del disturbo". (ANSA).
   

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