Venerdì, 19 Ottobre 2018
LA VERTENZA

Basse retribuzioni, pensioni e assunzioni: sciopero di 4 ore dei vigili del fuoco

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PALERMO. Basse retribuzioni, pensioni e assunzioni. Per questo oggi i vigili del fuoco d’Italia incrociano le braccia per quattro ore, dalle 9 alle 13.

L'iniziativa è del Conapo, il sindacato autonomo che da tempo ha sollevato il caso delle retribuzioni e delle pensioni dei vigili del fuoco, comparandole con gli appartenenti alle forze di polizia, rispetto ai quali “percepiscono 300 euro in meno ogni mese e sono penalizzati anche dal punto di vista previdenziale”.

La richiesta è quella di una maggiore attenzione da parte della politica. “Nella legge di bilancio in discussione in questi giorni in Parlamento – spiega il sindacato in una nota - ci dovrebbe essere l’impregno di stanziare di risorse finanziarie specificatamente dedicate ai vigili del fuoco per equiparare il loro trattamento retributivo e pensionistico con quello degli altri corpi dello Stato, ma anche più attenzione al personale in divisa per quanto riguarda il contratto di lavoro e il riordino delle carriere perché per il Conapo bisogna differenziare chi indossa una divisa e chi fa l’impiegato pubblico”.

“Rischiamo la vita come e più degli appartenenti agli altri corpi dello Stato ‐ sottolineano i rappresentanti del primo sindacato autonomo dei vigili del fuoco ‐ e siamo impiegati nei servizi di pronto intervento dal giorno dell' assunzione sino al giorno della pensione, un servizio operativo che non ha eguali nello Stato”.

Il segretario regionale del Conapo Sicilia, Giuseppe Musarra, precisa: “Siamo il corpo più bistrattato dallo Stato, nonostante mettiamo costantemente a disposizione la nostra vita per la sicurezza dei cittadini”.

Alla base della protesta anche la carenza di pompieri determinata dai tagli alle assunzioni. Per il Conapo: “Mancano in Italia circa 3 mila vigili del fuoco dai 32 mila previsti. Il piano di assunzioni straordinarie inserito dal governo nella legge di bilancio ne recupera 1.300 nei prossimi 5 anni, è una bella inversione di tendenza rispetto ai tagli del passato, ma ha la grave criticità di rimandare il grosso delle assunzioni troppo al futuro, infatti prevede solo 50 assunzioni aggiuntive al turnover per il 2018 in tutta Italia, troppo poche per pensare di far fronte adeguatamente alle nuove emergenze dovute ai cambiamenti climatici, ai ripetuti terremoti, alle alluvioni, ma anche agli incendi, specie dopo la soppressione del corpo forestale dello Stato. Anche in Sicilia la situazione non è da meno, manca circa il 20% di personale operativo”.

“I politici – aggiunge il segretario generale Conapo, Antonio Brizzi - si ricordano di noi solo durante le emergenze per sfruttare la nostra popolarità ma ci dimenticano sistematicamente quando chiediamo di darci la stessa dignità retributiva e pensionistica degli altri corpi, siamo a fine legislatura, qualche piccola attenzione c’è stata, ma continuiamo ad essere trattati come un corpo di serie B e nella legge di bilancio non ci sono misure adeguate a risolvere questa situazione. Con lo sciopero nazionale i pompieri del Conapo chiamano in causa direttamente il premier Gentiloni e i ministri Padoan, Minniti e Madia, ma anche a tutti i politici di maggioranza e opposizione perché i vigili del fuoco e la sicurezza sono di tutti e necessitano di impegno bipartisan”.

In Sicilia ci sono altre criticità spiega Musarra: “Una scarsa formazione, pochi mezzi di soccorso, sedi di servizio carenti sotto il profilo igienico-sanitario, mancanza di attività ginnica”.

Il Conapo fa sapere che lo sciopero è nazionale ed interesserà tutte le sedi del corpo nazionale dei vigili del fuoco, comprese le sedi aeroportuali e coinvolgerà tutto il personale dipendente, escluse le regioni Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige che dispongono di corpi regionali e provinciali dei vigili del fuoco. Per quanto riguarda la Sicilia saranno interessate dallo sciopero tutte le sedi di servizio dei vigili del fuoco ricadenti nel territorio siciliano.

Durante lo sciopero, saranno comunque garantiti tutti i servizi di soccorso pubblico alla popolazione, i servizi pubblici essenziali ed i servizi di trasporto aereo, come previsto dalle norme che regolamentano gli scioperi di settore.

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