Giovedì, 14 Dicembre 2017

#MeToo, Time incorona "persona dell'anno"il movimento contro la violenza sulle donne

NEW YORK. La Persona dell’Anno di Time sono le «donne che hanno rotto il silenzio».

In un annuncio negli studi della Nbc, dove fino alla scorsa settimana regnava l'anchor molestatore Matt Lauer, il direttore del settimanale Edward Felsenthal ha dedicato la copertina più ambita del 2017 al movimento #MeToo che ha denunciato il clima di intimidazione sessuale diffuso nel mondo dell’entertainment, della politica, dei media e più in generale nel mondo del lavoro.

L’annuncio è arrivato in apertura del programma Today, che solo pochi giorni fa ha licenziato Lauer per aver molestato per anni colleghe e dipendenti della rete.

Felsenthal ha indicato che Time ha premiato il coraggio delle donne uscite allo scoperto col racconto delle molestie subite dopo che in ottobre le accuse sul conto del boss di Miramax Harvey Weinstein hanno creato un effetto domino:

«E' il cambiamento sociale più veloce che abbiamo visto in decenni ed è nato con atti individuali di donne e anche di alcuni uomini».

Time ha preferito #MeToo al presidente Donald Trump (in copertina l’anno scorso e anche lui al centro di accuse di molestie) e, al terzo posto, il presidente cinese Xi Jinping. Completano la cinquina il procuratore speciale del Russiagate, Robert Mueller, e il leader nordcoreano Kim Jong un, al centro di un braccio di ferro con gli Usa che potrebbe portare il mondo all’olocausto nucleare.

Simbolo delle donne che «hanno rotto il silenzio» sono cinque volti raffigurati sulla cover: Ashley Judd, la prima star di Hollywood a uscire allo scoperto contro Weinstein; Taylor Swift, la cantante che in tribunale ha deposto contro un dj molestatore; la lobbista Adama Iwu che ha svelato il sexual harassment nel governo dello stato di California; l’ingegnere di Uber Susan Fowler che ha fatto lo stesso a Silicon Valley; la raccoglitrice di fragole Isabel Pascual. «E' un fenomeno che sembra nato ieri, in realtà ribolliva da anni, decenni, secoli», scrive Time: «Le donne ne hanno abbastanza di boss e colleghi che non solo non rispettano le regole, ma sembrano ignorare che le regole esistano».

L’azione di #MeToo ha ottenuto risultati: Lauer non conduce più Today; Weinstein è all’indice a Hollywood e sotto inchiesta a Londra, Los Angeles e New York; Travis Kalanick non è più Ceo di Uber; al Senato oggi alcune colleghe democratiche hanno chiesto le dimissioni di Al Franken, accusato da tre donne di averlo molestato. Le donne che hanno rotto il silenzio faranno presa anche in Alabama? La prossima settimana l’ex giudice Roy Moore potrebbe essere eletto senatore nonostante le accuse di aver molestato alcune minorenni.

E’ dal 1927 che Time dedica la prima copertina di dicembre alla persona dell’anno. Il magazine fece per la prima volta una scelta di gruppo nel 1950 quando dedicò la cover all’"americano combattente», seguito nel 1966 agli «americani sotto 25 anni». Seguirono nel 2002 i «whistleblowers», e nel 2006 «You». Nel 1975, quando ancora la copertina andava all’Uomo dell’Anno», Time premiò «le donne americane».

Ci vollero un’altra decina di anni prima che un’altra donna finisse in copertina.

© Riproduzione riservata

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