Mercoledì, 13 Dicembre 2017
A CHE TEMPO CHE FA

Sinistra, gli auguri di Renzi a Grasso: "Ma a comandare sarà D'Alema"

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ROMA. Fa gli auguri a Grasso, poi però parte l'affondo: "Bisogna capire se comanderà Grasso o D'Alema...".

Matteo Renzi commenta così la discesa in campo di Pietro Grasso che dà il via alla sfida a sinistra. Liberi e uguali, la lista unitaria che nasce da Mdp, Si e Possibile e con la leadership del presidente del Senato, rischia di far perdere al Pd diversi collegi. Ma Renzi confida nel richiamo al voto utile contro quella che fin d'ora bolla come "sinistra radicale" o "Cosa rossa".

"La sinistra è una cosa più grande di una sola persona e perciò penso che un elettore di sinistra farà fatica a votare la Cosa rossa sapendo che fa un favore a Salvini o Berlusconi". Renzi rompe una lunga giornata di silenzio del Pd, dopo l'assemblea dei Liberi e uguali che, con Grasso leader, puntano al 10% al voto.

 

Nello studio di Che tempo che fa, dichiara "rispetto" per Grasso e gli fa il suo "in bocca al lupo": "Siamo molto rispettosi di ciò che faranno alla nostra sinistra, certo ci dispiace". Assicura anche che non è stato lui a volere la rottura: "Per non dividere abbiamo chiesto a Prodi, Veltroni e Fassino di darci una mano". Di più. "Spero sempre" in una riappacificazione, si spinge a dire, pur sottolineando che a un certo punto "bisogna fare chiarezza" a partire da temi su cui Pd e la sinistra di Grasso sono molto distanti.

"La nostra priorità è il lavoro", è la sfida che Renzi lancia agli ex compagni di partito sul piano programmatico: "Abbiamo creato un milione di posti, ne creeremo altrettanti nella prossima legislatura". E poi l'impegno sul biotestamento: "Faremo di tutto per approvare la legge, le parole di Salvini sui "morti" sono state di una violenza inaudita".

Sullo ius soli, nessun impegno al voto ma la difesa della legge: "L'abbiamo scritta noi". Poi, ecco gli affondi. Auspicando una "campagna elettorale civile", evoca l'autolesionismo della sinistra del passato, con le sue divisioni. La nuova "cosa rossa", afferma, "è difficile che non abbia l'atteggiamento del passato di attaccare il leader vicino". Massimo D'Alema "lo ha già fatto" con Prodi e Veltroni. Alla nuova lista di sinistra Renzi, che non cita mai la coalizione di centrosinistra cui il Pd sta lavorando, oppone "il gruppo affiatato" del Pd.

"Poi se il premier sarà un altro va bene lo stesso, purché sia del Pd: se è Salvini mi dispiace", aggiunge, rinviando alla scelta di Mattarella. Quanto all'ipotesi delle larghe intese, il leader Dem rifiuta il gioco della torre tra l'accordo con Berlusconi o il voto. E a un anno dal referendum che portò alle sue dimissioni, ammette che il Pd "magari non ce la farà a recuperare il 40%", ma con i collegi si può avvicinare a un risultato che consenta "di farcela da soli".

Non mancano, nell'intervista, l'impegno contro le fake news e le stoccate ai Cinque stelle e a Berlusconi: "Sembra sempre un passante. Il generale Gallitelli sarebbe la persona meno adatta a fare il premier ma Berlusconi ha subito detto di essere stato frainteso quando Salvini e Meloni hanno preso le distanze. Litigano come noi, ma non lo fanno vedere".

Infine, una replica ai tanti potenti che ora lo criticano: "Penso sia normale quando non sei più premier. Io su loro non ho cambiato idea. Ritengo che Marchionne abbia fatto benissimo alla Fiat. Vedo nell'esperienza di De Benedetti aspetti positivi e negativi. A Lapo Elkann auguro di star meglio...".

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