Lunedì, 15 Ottobre 2018

Giove ricoperto da 'boccoli' turchini

Scienza e Tecnica
Le nubi di Giove riprese dalla sonda Juno (fonte: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS/Gerald Eichstädt/ Seán Doran)
© ANSA

Sembrano una massa di boccoli turchini, le nubi vorticose che avvolgono il pianeta gigante Giove: le ha immortalate la sonda Juno della Nasa, producendo un'immagine spettacolare che è stata poi colorata con mille sfumature di blu da un gruppo di cittadini-scienziati che ha offerto il proprio tempo libero e le proprie abilità per collaborare con la missione.

L'immagine è stata scattata il 24 ottobre, mentre Juno 'sfiorava' per la nona volta il pianeta passando a soli 18.906 chilometri dalla sua copertura nuvolosa (più o meno la distanza che separa New York dalla città australiana di Perth). Lo scatto, fatto dalla camera ad alta definizione JunoCam, ha una risoluzione di 12,5 chilometri per pixel, e riesce perfino a mostrare le ombre proiettate dalle nubi più alte su quelle circostanti, a causa della particolare angolazione tra Juno, Giove e il Sole al momento della ripresa.

L'effetto è visibile soprattutto nelle regioni più bianche dell'immagine, ma anche in alcuni punti isolati posti a destra e in basso. A dare un tocco artistico sono i toni del blu e dell'azzurro aggiunti dai 'cittadini-scienziati' Gerald Eichstadt e Seàn Doran, che insieme ad altri volontari di tutto il mondo collaborano con il team di Juno per rielaborare le immagini grezze riprese durante i passaggi ravvicinati e realizzare spettacolari ritratti ad alta definizione di Giove.

A bordo della sonda Juno ci sono anche due esperimenti italiani realizzati con il supporto e il coordinamento dell'Agenzia spaziale italiana (Asi): la camera a infrarossi con spettrometro Jiram, realizzata da Leonardo sotto la guida scientifica dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), e l'esperimento di radioscienza KaT, realizzato dalla Thales Alenia Space (Thales-Leonardo) sotto la responsabilità scientifica dell'università Sapienza di Roma. Il primo studia la dinamica e la chimica delle aurore gioviane nel vicino infrarosso, il secondo invece analizza la struttura interna del pianeta per mappare il campo di gravità di Giove.

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