Mercoledì, 22 Novembre 2017

Troupe della Rai aggredita a Ostia, frattura al naso per un giornalista

OSTIA. Una testata in piena faccia, poi bastonate e calci contro il giornalista. «Mi ha picchiato perchè facevo domande», dice ora Daniele Piervincenzi, reporter Rai di "Nemo», reduce da un’operazione al setto nasale. Il naso glielo ha rotto, e lo testimonia un video, Roberto Spada, un cognome che a Ostia è potere, paura, affari. Fino ad oggi incensurato ora rischia il fermo per lesioni gravissime.

La sequenza ripresa dall’operatore Edoardo Anselmi, poi bastonato da Spada assieme al reporter, mostra il giornalista che fa domande e l’esponente del clan che insofferente decide di passare all’azione e sferra una testata all’inviato che stava realizzando un servizio sulle elezioni nel Municipio e sull'endorsement del clan al movimento di estrema destra di Casapound, per poi colpirlo più volte. Il giornalista, operato in una clinica privata di Roma, rimedia una prognosi di 30 giorni.

«Spada dovrebbe chiedere perdono a Ostia», l’amaro commento del giornalista che riceve solidarietà bipartisan. «Io comprendo e rispetto il lavoro di tutti - la difesa di Spada in un post su Facebook, successivamente rimosso -. Negli ultimi 10 giorni sono venuti almeno 30 giornalisti a 'scoglionarè...,la pazienza ha un limite». La pagina è stata poi subissata di commenti di condanna, ma anche da messaggi di solidarietà, tra cui quello dell’ex leader del movimento di estrema destra Militia, Maurizio Boccacci.

Immediata, invece, la condanna da parte dell’intero mondo politico, dal premier Paolo Gentiloni ai presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso. La sindaca Virginia Raggi, che oggi ha sentito al telefono il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha definito «inaccettabile» quanto accaduto. «Un atto molto grave - ha detto Minniti - anche perché è stato colpito un organo di stampa in campagna elettorale».

Una pioggia di critiche è anche caduta su Casapound, con il leader, Simone Di Stefano, che si è affrettato a prendere le distanze da quella che ha definito una «violenza deprecabile». Dal centrodestra al M5S, le due forze politiche che il 19 novembre si contenderanno la presidenza del municipio di Ostia commissariato per mafia, non si fa che ricordare l’ormai celebre foto di Spada sottobraccio a Luca Marsella, consigliere municipale in pectore di Casapound. Sull'aggressione, avvenuta ieri davanti alla scuola di boxe dove insegna Roberto Spada, la procura di Roma ha aperto un fascicolo per il reato di lesioni, affidato alla Direzione distrettuale antimafia. I pm stanno però attendendo di conoscere l’entità del danno riportato da giornalista per ridefinire eventualmente il reato. Spada rischia il fermo nel caso di lesioni gravissime.

Oggi, a 24 ore dalla violenza shock, la porta della palestra di pugilato è ancora aperta. Fischietto in bocca e uno sguardo sulla «vietta» per controllare che non spuntino occhi indiscreti, Spada continua le lezioni ai bambini del quartiere. Anche nel bar Magic, dello stesso Spada, a tenere banco è l'aggressione al giornalista Rai. Ma quando qualcuno prova a chiedere spiegazioni, piomba un silenzio che mette a disagio. Le domande, a Nuova Ostia, non sono gradite. I giornalisti men che meno.

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