Martedì, 21 Novembre 2017
SICILIA AL VOTO

Proiezioni, testa a testa fra Musumeci e Cancelleri

PALERMO. Secondo le proiezioni dell'Istituto Piepoli per la Rai si conferma un testa a testa fra Nello Musumeci e Giancarlo Cancelleri. Il candidato del centrodestra sarebbe al 36 per cento e il 5 Stelle al 34 stando a queste proiezioni su un campione del 18% e un margine d'errore tra il 2 e il 3 per cento. Fabrizio Micari sarebbe al 19,5% e Claudio Fava al 9%.

La coalizione che sostiene Musumeci è data al 38,6 per cento, e ancora: M5s al 27,2%, seguito dalla colazione di Micari (25,9%) e la Lista Cento Passi di Fava al 7,3%.

Lo spoglio è cominciato alle 8 di questa mattina ed entro oggi la Sicilia dovrebbe conoscere il nuovo presidente della Regione.

In totale, secondo il dato definitivo, si sono recati alle urne 2.179.474 elettori su 4.661.111, il 46,76% degli aventi diritto, mentre cinque anni fa avevano votato 2.203.165 persone. Solo in tre province su nove la percentuale è più alta rispetto al 2012: a Messina ha votato il 51,69% (51,24%), a Catania il 51,58% (51,09%) e a Palermo il 46,4 (46,28%).

Una partita importante, quella siciliana, per gli equilibri dell'Isola che cambia maggioranza e governatore dopo i 5 anni di Rosario Crocetta. A Palazzo D'Orleans, 5 anni dopo la sconfitta, andrà probabilmente Musumeci, fortemente voluto da Giorgia Meloni e Matteo Salvini e accettato da Silvio Berlusconi per evitare una rottura che poteva costare ancora una volta la sconfitta al centrodestra.

Ed invece, tra arancini e abbracci più o meno sinceri, il centrodestra tornerebbe alla guida della Sicilia e la vede come trampolino di lancio per la vittoria delle elezioni politiche. Il Cavaliere può vantare il ruolo di guida della coalizione anche se lo sbarco di Salvini nell'isola è determinante per la vittoria del centrodestra. Il calo dei votanti, invece, secondo M5S, ha danneggiato Cancelleri, anche lui alla seconda corsa da governatore nell'isola. Anche qui la posta in gioco nazionale è altissima: conquistando la prima Regione, Luigi Di Maio voleva superare il banco di prova da candidato premier mettendo a tacere gli ortodossi.

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