Domenica, 19 Novembre 2017
LA STORIA

Da vicesindaco a senzatetto: "Ora ho capito la povertà. Basta scuse, la politica investa sul sociale"

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Gian Nicola Zanin, foto tratta dal Corriere.it

VICENZA. Da vice sindaco e assessore a senzatetto, ospitato in una struttura di accoglienza della Caritas. In Italia può succedere anche questo: 17 anni trascorsi a fare politica, una vicenda giudiziaria, lo sfratto e poi si finisce per mettere tutta la propria vita in uno zaino. Il protagonista di questa assurda vicenda è Gian Nicola Zanin, ex vice sindaco di Costabissara, comune dell'entroterra vicentino.

«Ero in giunta quando sono venuti a cercarmi i carabinieri : pensavano avessi contatti con delinquenti, mi sono trovato 13 auto intestate e multe per 13mila euro. Io che la patente non l’ ho mai avuta», racconta Zanin al Corriere della sera. Il passo successivo è la riduzione della pensione da ex dipendente regionale: con 600 euro al mese, racconta l'ex politico, la strada è il finale obbligato. Dopo lo sfratto si ritrova a dormire sotto uno dei portici della stazione, con la paura di essere derubato da qualche altro clochard. Episodio di cui Zanin è rimasto vittima almeno un paio di volte. E poi c'è quella sua disabilità, causata da un'emiparesi spastica avuta da piccolo, che rende tutto ancora più complicato.

Ma non ci sono solo la fame, la povertà, la paura. C'è anche l'umiliazione, la vergogna: nascondersi e non chiedere aiuto per il timore di farsi vedere e riconoscere dagli altri concittadini. «Oggi ho imparato a chiedere aiuto - racconta sulle pagine del Corsera - : finora, ammetto, ho sbagliato io, mi sono isolato, non ho spiegato cosa mi stava accadendo, ma fai fatica a dire che sei caduto in basso».

Oggi per Zanin si apre una nuova porta, quella del mini appartamento in cui è accolto dalla Caritas. La dura vita di strada è alle spalle: «Sono caduto due volte, ma una terza volta no, non sarei in grado di reggerla, di sopravvivere». Ad aiutarlo il mondo del volontariato, da qui il suo atto d'accusa alla politica: «Sui servizi sociali la politica comunale è debole: si tagliano i servizi senza pensare alle persone - dichiara -. Per fortuna c'è il mondo del volontariato che tampona la grossa falla che la politica non riesce a colmare. Ne fanno una questione di soldi, si guarda più alla quadra del bilancio, quando con la volontà le soluzioni si trovano, anche con costi minimi. E io lo so bene da ex amministratore ed è quello che cambierei se potessi tornare ad esserlo».

 

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